Coronavirus, ecco la prima mascherina senza elastici: l’idea di un giovane di Priverno

Wi-Mask è dotata di un sistema adesivo garantito per oltre 12 ore di utilizzo. Il nuovo prototipo di mascherina ideato da Luciano Palleschi che ha già depositato il brevetto

Arriva da Priverno la prima mascherina “wireless” concepita da un giovane del centro lepino. “Da un problema nasce un'esigenza e chi riesce a soddisfare quell'esigenza può produrre innovazione, specialmente alla luce delle sfide poste dal coronavirus”.

Si chiama "Wi-Mask” ed è la prima mascherina adesiva, priva di elastici e lacci, perfettamente aderente al volto. L’idea è venuta ad un giovane di Priverno, Luciano Palleschi, che ha già depositato il brevetto e presto partirà con la produzione. “Le mascherine, in base al Dpcm del 26 aprile scorso, sono divenute obbligatorie negli spazi confinati o all’aperto in cui non è possibile o garantita la possibilità di mantenere il distanziamento fisico - spiega Luciano Palleschi -. Tra i dispositivi di protezione, seppure complementari all'igiene delle mani e l’attenzione nel non toccare il viso, il naso, gli occhi e la bocca, le mascherine rappresentano una misura adatta per il contenimento della trasmissione del virus”. 

Wi-Mask è dotata di un sistema adesivo garantito per oltre 12 ore di utilizzo. “Per chi ha una routine giornaliera dispiegata tra casa, lavoro; per chi si sposta per incombenze e faccende di vario genere, indossare una mascherina ‘classica’ può risultare scomodo, per questo, ho concepito un nuovo prototipo che non ha bisogno di essere sorretto da elastici e lacci”. 

“Altre soluzioni tecnologiche al momento segretate dal vincolo brevettuale, sono integrate nell’invenzione che la rendono al momento unica al mondo. Wi-Mask non sarà un semplice oggetto di design o inutile gadget, ma una soluzione efficace per la prevenzione da agenti patogeni e polveri sottili”. Per la validazione del prodotto, si stanno mettendo a punto gli ultimi test e requisiti previsti dalla normativa. “Vanno rispettati tutti i passaggi, prima di andare sul mercato; si tratta della salute delle persone, questa rimane sempre la sfida prioritaria e fondamentale”.

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