Acqua pubblica, proposta di legge approvata dal Consiglio regionale

Sì all'unanimità alla legge di iniziativa referendaria sulla gestione dell'acqua. Soddisfazione espressa anche in provincia di Latina

Approvata all’unanimità dal Consiglio regionale del Lazio la proposta di legge sull'acqua che dovrà essere ora a gestione "pubblica e partecipata". Si tratta di norme di iniziativa referendaria, proposte da 39 Comuni del Lazio – molti dei quali della provincia pontina - e sottoscritte da 40 mila cittadini.

Tra le altre cose, la legge stabilisce che la gestione del servizio idrico "deve essere svolta senza finalità lucrative"; vengono inoltre aboliti i vecchi 'Ato', gli Ambiti territoriali ottimali. Soddisfazione è stata espressa a più voci anche nella provincia pontina.

CONSIGLIERE REGIONALE DEL PD, ENRICO FORTE – “Con l’approvazione da parte del Consiglio regionale della legge di iniziativa referendaria sull’acqua pubblica si apre una nuova stagione nella gestione delle risorse idriche del territorio in particolare per la provincia di Latina che si incammina verso un percorso di ripubblicizzazione del settore” ha commentato Enrico Forte.

“La nuova legge – spiega – inaugura un capitolo nuovo in un settore delicato quale quello delle risorse idriche sancendo il ruolo chiave degli enti pubblici visto che le opere di captazione, gli acquedotti, le fognature, gli impianti di depurazione e le altre infrastrutture e dotazioni patrimoniali afferenti al servizio idrico integrato sono di proprietà degli enti locali e dunque assoggettati al regime proprio del demanio pubblico. L’acqua resta un bene di tutti e per quanto riguarda la provincia di Latina si procederà con la ripubblicizzazione del servizio fino ad oggi gestito dalla società Acqualatina.

La legge – prosegue Forte - stabilisce infatti che vengano costituiti due fondi: il primo destinato alla “ripubblicizzazione”  di cui possono beneficiare gli enti locali che vogliono tornare a gestire il servizio subentrando a società di capitale, fondo che sarà finanziato nel triennio 2014-2016 da un apposito capitolo di bilancio. Il secondo, avrà carattere di solidarietà internazionale al fine di concorrere ad assicurare l’accesso all’acqua potabile a tutti gli abitanti del pianeta e sarà destinato a progetti cooperativi, escludendo ogni forma di profitto privato. Da oggi – conclude il consigliere regionale del Partito Democratico – abbiamo una legge in linea con l’esito referendario e soprattutto frutto del lavoro di  confronto con cittadini e movimenti all’insegna della partecipazione e condivisione”.

COMUNE DI FORMIA - “Grande soddisfazione, ci sono finalmente le basi legali per chiudere la pessima esperienza di Acqualatina” ha commentato l’assessore Claudio Marciano. “La legge prevede essenzialmente tre cose. Primo: l’acqua è immercificabile e, dunque, la gestione del servizio idrico integrato non può essere demandata ai privati. Secondo: devono essere riformulati gli ambiti territoriali, finora definiti sulla base dei bacini amministrativo-elettorali. Ora dovranno essere calibrati sui bacini idrici e dunque su criteri funzionali alla qualità del servizio. Terzo: i bilanci dei gestori dovranno seguire principi ecologici e sociali, non quelli della remunerazione del capitale investito, come del resto previsto dal recente referendum”.

“Questa amministrazione – prosegue Bartolomeo – ha aderito alla legge già nell’ottobre 2013, attraverso una delibera di Consiglio, cambiando radicalmente la linea politica tenuta dal Comune di Formia nei precedenti cinque anni, caratterizzata da un sostanziale vassallaggio nei confronti degli interessi politici ed economici espressi dai vertici di Acqualatina. Negli ultimi mesi, Formia ha invece cooperato attivamente con gli altri tredici enti locali promotori di questa vertenza importante, contribuendo a promuovere la proposta di legge e ad accendere i riflettori sulla drammatica situazione economica e finanziaria di Acqualatina e sulle carenze di controllo nella gestione ordinaria della società. Ringraziamo il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti per aver compreso la necessità di dare un segnale forte e inequivocabile”.

Ci sono finalmente le basi per arrivare ad una ripubblicizzazione del servizio su base territoriale – prosegue  -. Entro sei mesi dovranno essere ora ridefiniti gli ambiti territoriali ottimali. Sin dal primo momento ci siamo fatti promotori di una proposta per il sud pontino e siamo disponibili a dialogare tanto con la Regione quanto con i comitati che hanno avuto il merito di sostenere questa battaglia”.

COMUNE DI APRILIA - “La Regione Lazio – ha detto il sindaco di Aprilia Antonio Terra – ha posto le basi per il rispetto della volontà popolare, la stessa del Referendum del 2011, sull’acqua. C’è un chiaro significato politico dietro l’approvazione di questa legge e sicuramente i sindaci dell’Ato4 ne dovranno prendere atto rivedendo il pacchetto societario di Acqualatina e le quote del privato che oggi vengono destituite delle loro condizioni di sussistenza. Oggi al centro del servizio idrico integrato ci sono nuovamente i Comuni e più in generale il concetto di gestione pubblica dell’acqua. Quindi al centro torna il cittadino con le sue esigenze e non più il socio con i suoi dividendi. Esprimo piena soddisfazione per il risultato raggiunto anche perché fino a pochi mesi fa in questo contesto provinciale noi con la nostra Amministrazione civica venivamo sistematicamente isolati in Conferenza dei Sindaci dai grandi partiti, oggi invece tutti si sono accorti che le nostre ragioni erano più che fondate”.

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