Ritorno all’acqua pubblica, esposto dell’onorevole Zaratti

Zaratti scrive al presidente dell'Autorità per l'Energia Elettrica ed il Gas: "Dopo il colpo di mano del presidente Cusani i Comuni pontini rischiano di doversi accollare i milioni di debiti"

Sul caso che sta scuotendo la provincia di Latina, quello della ripubblicazione dell’acqua, in seguito alla Conferenza dei sindaci di due giorni fa durante la quale è stato dato mandato al presidente Cusani di verificare l’esistenza di condizioni che possano condurre verso un accordo con il socio privato di Acqualatina che porti l’intera compagine azionaria in mano pubblica, è voluto intervenire anche membro della Commissione Ambiente della Camera, l’onorevole Filiberto Zaratti.

“Valutare, nell’ambito delle competenze dell’organismo da Lei presieduto, se non ricorrano le condizioni per disporre un’immediata verifica, anche attraverso l’acquisizione di documenti, accesso ed ispezione, delle modalità di gestione del servizio idrico integrato nell’ATO4 – Lazio meridionale e delle ultime determinazioni assunte”, è la richiesta avanzata da Zaratti al presidente dell’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas con un esposto inviato nella giornata di ieri.

“Dopo il colpo di mano del presidente Cusani in Conferenza dei Sindaci – dice Zaratti - i Comuni della provincia di Latina rischiano di venir trascinati in un tunnel pericoloso, che li esporrà ad accollarsi milioni di debiti. La spaccatura in seno all’organo collegiale avrebbe dovuto indurre chi presiede l’Ato4 a maggior cautela, per verificare preventivamente, come richiesto da ben 11 Sindaci, la situazione economica, finanziaria e patrimoniale della società Acqualatina, prima di aprire qualsiasi ipotesi di trattativa per rilevare le quote del socio privato”.

“La ripubblicizzazione del servizio idrico nell’Ato4 – conclude Zaratti - è una scelta che spetta alle amministrazioni e alle comunità locali, molte delle quali oggi sono più che mai determinate a superare il modello privatistico della gestione dell’acqua risultato fallimentare, dando seguito alla volontà popolare espressa nei referendum di due anni fa”.

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