Acqua pubblica, Comune Formia: “La Regione ascolti i cittadini”

Avviato il dibattito in Consiglio Regionale del Lazio inerente la proposta di legge di iniziativa popolare. Assessore Marciano: "Sosteniamo la legge e ci auguriamo che la Regione concluda presto l'iter"

Regione Lazio a lavoro in merito alla proposta di legge di iniziativa popolare per la “Gestione e tutela dell’acqua pubblica”.

Un’opportunità importante secondo l’assessore comunale di Formia Claudio Marciano, il quale oltre a spiegare come tutta l’amministrazione sostenga la legge, si augura anche che “la Regione concluda presto l’iter avviato dando ascolto alla voce dei cittadini”.

“Ad ottobre – spiega Marciano – il Consiglio comunale di Formia si è espresso chiaramente a favore della ripubblicizzazione del servizio idrico aderendo insieme ad altri 40 comuni del Lazio alla proposta di legge di iniziativa popolare. Quest’ultima si fonda su due elementi cardine: 1) il servizio idrico integrato non può essere gestito con criteri di profitto. Pertanto, come previsto dal referendum, non è consentita la remunerazione del capitale investito; 2) gli ambiti territoriali ottimali vanno ridefiniti in base ai bacini idrici e non certo seguendo criteri politico-elettorali.

L’aver voluto seguire criteri avulsi dalle necessità del servizio ha portato negli anni scorsi alla costituzione di mega-Ato come quella in cui Formia è inserita. Il Consiglio Regionale – spiega Marciano - mercoledì ha avviato la discussione in aula in vista dell’approvazione della legge, oppure, come previsto dallo Statuto regionale, di un eventuale avvio del referendum. L’esame del punto si è protratto fino a tarda notte ed è stato aggiornato a lunedì 17.

Dagli interventi della maggioranza, sembra chiara la volontà di tenere saldi i principi della legge. L’auspicio – prosegue – è che lunedì si possa finalmente aprire una strada praticabile e credibile per dire basta alle privatizzazioni in questo settore. Alla Regione chiediamo di rispettare la volontà di decine di migliaia di persone che hanno sottoscritto la legge di iniziativa popolare, in linea peraltro con gli orientamenti espressi dal referendum per l’acqua pubblica.

Una volta approvata la legge – conclude Marciano -, il Comune di Formia si attiverà con gli altri sindaci per accelerare la concretizzazione di nuove forme di gestione. E avrà posizione di capofila. Perché uno dei bacini idrici attorno a cui costruire un’Ato è proprio il Sud pontino all’interno del quale Formia riveste una posizione centrale anche perché sede di una delle principali sorgenti”.

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