Allaccio "dimenticato", esercizio commerciale 4 anni senz’acqua

Acqualatina "dimentica" l'allaccio richiesto dal titolare di un negozio di Minturno nel 2008: la situazione ritorna alla normalità solo grazie all'intervento di Confconsumatori e ad un ricorso

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LatinaToday

Confconsumatori Latina è vicina agli utenti del servizio idrico pontino sin dal 2007 con azioni di sensibilizzazione e di assistenza dell'utenza. Tra queste, numerose, si inserisce una nuova sentenza, emessa dal Giudice di Pace di Minturno, dottoressa Sorrentino, che ha condannato il Gestore a risarcire i danni subiti da un utente per il mancato allaccio della fornitura.

Infatti, la regolare richiesta di allaccio presentata dal titolare di un esercizio commerciale nel lontano 2008 era stata "dimenticata" dal Gestore che aveva lasciato il malcapitato cittadino senza poter usufruire di un bene prezioso ed indispensabile quale l'acqua.

Nonostante gli ovvi e continui solleciti rivolti ad Acqualatina, solo grazie all'intervento del Magistrato si è potuta risolvere la situazione di assoluto disagio dovuta ad una scandalosa inerzia del Gestore.

"Il diritto all'acqua va considerato estensione del diritto alla vita affermato dallaDichiarazione Universale dei Diritti Umani -  precisa l'avvocato Barbara Romano responsabile dell'ufficio Legale della Confconsumatori che ha difeso in giudizio l'utente -; l'acqua è un elemento fondamentale di sopravvivenza ed il fattore base per la prevenzione e il controllo di problemi sanitari; il potere di privazione dell'uso non può certo sussistere in capo ad un organo di gestione del servizio; una gestione dell'acqua come un prodotto industriale di impresa contrasta inevitabilmente con questo basilare principio etico".

In particolare, Acqualatina S.p.A. è stata condannata al risarcimento del danno patrimoniale di 1000 euro oltre spese legali, in conseguenza del mancato rispetto degli impegni contrattualmente assunti in quanto la fornitura di acqua si inquadra nella fattispecie del contratto di somministrazione ex art 1559 cc.

"Non è possibile - ribadisce l'avv. Barbara Romano, - che a distanza di 4 anni una richiesta di allaccio dell'acqua rimanga inevasa per inerzia di Acqualatina. Ed è impensabile che un cittadino debba nel 2012 ricorrere alle Autorità giudiziarie per vedere sanciti i propri diritti alla vita".

La Confconsumatori, auspicando sempre e comunque la adozione di misure idonee a tutelare nel modo migliore il consumatore finale, chiede "il rispetto dei cittadini e delle regole più elementari della convivenza civile in una società ove il diritto all'acqua dovrebbe essere rispettato a spada tratta".

 

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