Nanga Parbat, ecco il bel tempo: Nardi pronto a salire in vetta

Dopo le nevicate dei giorni scorsi l'alpinista di Sezze e la sua collega francese Revol aspettano di poter attaccare la vetta: da domani le condizioni atmosferiche permetteranno l'ascesa

Nardi in tenda a 6000 metri sul Nanga Parbat

Il sole tanto atteso, dopo giornate di neve, sta per tornare sulle alte quote himalayane del Nanga Parbat, dove Daniele Nardi e la sua compagna di cordata, la francese Elisabeth Revol, sono pronti a sferrare l’attacco decisivo alla "montagna nuda". 

Quella dello scalatore di Sezze è una delle tre spedizioni che stanno cercando di completare la salita degli 8125 metri del gigante pakistano, mai conquistato finora nel periodo invernale. Sul versante della via di salita Kinshofer, quella scelta da Nardi e dalla Revol per arrivare in vetta, c’è anche un gruppo ungherese-statunitense, mentre sul versante della parete Rupal resta impegnata una spedizione polacca.

Gli ultimi giorni sono stati caratterizzati da forti nevicate che hanno impedito agli alpinisti di ripartire verso la cima del Nanga Parbat. “Stando alle previsioni - riferisce Nardi dall’aggiornamento inviato dal campo base a quota 6450 metri - ora dovrebbe smettere di nevicare e domani dovrebbe arrivare il sole. Valuteremo la montagna in funzione del tentativo, idem per quanto riguarda i venti. Domani  dovremmo avere le idee più chiare”. Ciò che preoccupa è soprattutto il forte vento spirato nelle ultime giornate in vetta a quella che le popolazioni locali chiamano “La montagna nuda”, e che gli sherpa locali, che ne conoscono le asperità, definiscono “la mangiauomini”.

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Daniele Nardi racconta di trovarsi in buone condizioni. A quelle altezze e latitudini l’attenzione per il proprio stato fisico non può sottovalutare il minimo fattore. “Ho le dita dei piedi un po’ ghiacciate, ma niente di grave” riferisce lui. Mentre si aspetta il bel tempo tra alpinisti si scherza: “Giornate snervanti di attesa e di grande simpatia al campo base - racconta Nardi - giochiamo e ci prendiamo in giro”. La notizia della vittoria dell’Italia contro la Francia nel Sei nazioni di Rugby è arrivata fino al Nanga Parbat e l’alpinista di Sezze ne ha approfittato per canzonare la collega francese: “Povera Elisabeth, ha passato un brutto quarto d’ora”.

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