Valvisciolo, si celebrano i 150 anni dal ritorno dei monaci cistercensi

Un ricco programma di eventi che inizieranno il 2 marzo e si concluderanno nel febbraio 2015. Domenica pomeriggio la Santa Messa con il Vescovo di Latina, Monsignor Mariano Crociata

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LatinaToday

Il 3 marzo 1864, otto monaci con il loro abate, Michelangelo Gallucci, partirono dall'Abbazia di Casamari per recarsi in visita a Roma dal Papa Pio IX. Dopo aver ricevuto la benedizione, ripresero il viaggio verso l'abbazia di Valvisciolo: rinacque così la vita cistercense in questo antico presidio di fede.

Valvisciolo celebra i 150 anni del ritorno dei monaci cistercensi all'Abbazia con un programma di eventi che inizieranno il 2 marzo 2014 e si concluderanno nel febbraio 2015.

Nel 1864 fu proprio Papa Pio IX che pagò di tasca propria le spese di ristrutturazione della millenaria Abbazia, intitolata ai Santi Pietro e Stefano, che cadde in abbandono dopo che Napoleone Bonaparte abolì gli ordini monastici. Addirittura l'abbazia era diventata un magazzino. Fu Pio IX a chiamare i cistercensi dall'Abbazia di Casamari per ripopolare il convento: il Pontefice era molto amico dell'abate di Casamari, Michelangelo Gallucci, con il quale aveva studiato in seminario. Il Pontefice fu ospite nell'Abbazia il 12 maggio 1863: volle verificare di persona l'andamento dei lavori di restauro.

Sempre grazie al Papa, famoso nella storia per il dogma dell'Immacolata Concezione e proclamato Beato nel 2000, furono realizzate le strade di collegamento tra Norma e Bassiano con l'Abbazia di Valvisciolo e costruito il ponte su via Ninfina che attraversa il Fosso Badia. Un legame forte con questa terra, visto tra l'altro che l'Abbazia era stata donata proprio al Papa dal duca di Sermoneta Filippo Caetani.

Pio IX tornò a Valvisciolo il 20 luglio 1865, per pranzare coi monaci e portare loro alcune opere d'arte da Roma, tra cui due tele della scuola del Caravaggio ancora oggi presenti in abbazia. Il 5 luglio 1888, il Priore di Valvisciolo riscattò per il proprio Ordine il complesso monastico, messo all'asta dal Comune di Sermoneta, il quale ne era divenuto proprietario dopo la legge di soppressione dei beni monastici del 1873. Ancora oggi sono i monaci cistercensi, priorato conventuale dipendente dalla Congregazione di Casamari, a custodire l'Abbazia di Valvisciolo guidati dal Priore Don Eugenio Romagnuolo.

Il programma di domenica 2 marzo 2014. Sarà il Vescovo di Latina S.E. Mons. Mariano Crociata a presenziare alla cerimonia di domenica 2 marzo, alla quale sono state invitate a partecipare le autorità civili, militari e religiose locali, oltre naturalmente alla cittadinanza.

Alle ore 16 sarà scoperta la targa di intitolazione del piazzale della Chiesa al Beato Papa Pio IX, mentre alle ore 17 ci sarà la Santa Messa in Abbazia, presieduta dal Vescovo.

Gli eventi in programma sono patrocinati dall'amministrazione comunale di Sermoneta e sostenuto grazie alla generosità di numerosi sponsor che hanno voluto partecipare economicamente alle spese, quale dimostrazione di gratitudine e di attaccamento all'Abbazia e ai suoi monaci, da sempre punto di riferimento spirituale fondamentale per la popolazione.

“La comunità monastica – spiega il Priore Don Eugenio Romagnuolo – vuole commemorare i 150 anni della permanenza a Valvisciolo e manifestare l'immensa riconoscenza a papa Pio IX, a cui sarà intitolato il piazzale della Chiesa, come atto inaugurale delle celebrazioni. Esprimiamo il nostro ringraziamento a tutti coloro che si stanno prodigando nel programmare i vari eventi e tutti quelli che durante l'anno con il loro aiuto e la loro partecipazione contribuiranno a renderli possibili”.

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