Antenna per la telefonia in via Lunga, scoppia la rabbia dei residenti

L'installazione dell'antenna di 30 metri ha fatto infuriare le 50 famiglie della zona. Enrico Forte: "Il Comune non ha ancora regolamentato la materia"; Zuliani prepara un'interrogazione al sindaco

L'antenna di via Lunga

È stata l’antenna per la telefonia cellulare alta circa 30 metri installata in via Lunga a Latina, all’interno di un giardino privato adiacente alle loro abitazioni, a mandare su tutte le furie circa 50 famiglie residenti nella zona.

Un caso su cui è intervenuto anche il candidato del Pd alla Regione Lazio, Enrico Forte il quale ha ricordato come “il Comune di Latina non ha ancora regolamentato la materia e non si è dotato di un piano delle antenne, così come la Regione Lazio del resto, strumento fondamentale per la disciplina delle sorgenti di inquinamento elettromagnetico e per la razionalizzazione di antenne, ripetitori e tralicci dal punto di vista urbanistico.

Gli impianti di cui stiamo parlando, oltre a costituire un elemento dannoso per il paesaggio, rappresentano un fattore di rischio per la salute della popolazione: è stato infatti dimostrato che le radiazioni elettromagnetiche ad alta frequenza hanno, a lungo termine, effetti biologici negativi sull’uomo per dosi assorbite anche basse corrispondenti ad un campo elettrico di 1Volt/metro”.

Nel caso dell’antenna di via Lunga, commenta Forte, “sembra che l’installazione sia stata possibile grazie al principio del silenzio-assenso senza che i residenti della zona, che subiranno i danni maggiori sia dal punto di vista dei danni alla salute che sul fronte ambientale, venissero informati o ascoltati”.

“A Latina – commenta il candidato del Partito Democratico – manca una sensibilità ambientale così come mancano strumenti come quelli di cui sono dotate regioni come l’Emilia Romagna dove le procedure per l’installazione di nuove stazioni radio base prevedono che il gestore presenti un Piano annuale di installazioni, piano che viene pubblicizzato dal Comune attraverso la stampa per i rilievi del pubblico. Il gestore è tra l’altro obbligato ad allegare alla sua domanda il progetto e un’analisi di impatto ambientale delle radiazioni e soltanto dopo l’esame della documentazione in base a tale documentazione il Comune rilascia la concessione edilizia e, attraverso la Asl che controlla la relazione d’impatto ambientale, autorizza l’installazione. Una forma di rispetto dell’ambiente e della salute dei cittadini – conclude - che deve diventare patrimonio dei futuri amministratori della Regione Lazio per evitare situazioni come quella che si è verificata a via Lunga”.

NICOLETTA ZULIANI – Sul tema è intervenuta anche l’altra candidata del Pd al Consiglio regionae, Nicoletta Zuliani. “In realtà - dice la Zuliani - è una vera e propria violenza su una comunità che ha scelto di vivere in campagna, e la legge permette un tale atto di arroganza normativa che non tiene conto delle indicazioni di un Comune. A dire il vero a Latina è il solito Far West perché non esiste in Comune un Piano Antenne come previsto dalla legge Gasparri quindi, per le carte  è tutto in regola: l’Ufficio Ambiente dell’Arpa ha dato pareri favorevoli. Poi purtroppo la normativa nazionale passa sopra i Comuni, che non hanno alcuna voce in capitolo, dato che si tratta di un’opera di pubblica utilità e l’Amministrazione Comunale non deve rilasciare alcun permesso, vige la norma del silenzio assenso”.

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“Resta il fatto - conclude Zuliani - che la gente non può risvegliarsi al mattino con sorprese del genere e che quindi farò un’interrogazione al sindaco riguardo la compromissione della salute dei cittadini e per capire perché, prima di fare installazioni a forte impatto, non sia stato avviato un processo di comunicazione e di informazione mirata, e una campagna d’ascolto dei cittadini per cercare insieme le alternative migliori. Resta il fatto, infine, che la legge Gasparri va messa in discussione, sono evidentemente necessarie delle modifiche”.

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