Criminalità, sindaci del sud pontino in commissione Antimafia: le richieste per la sicurezza

I primi cittadini chiedono più presidi di sicurezza: dalla videosorveglianza all'ufficio del giudice di pace. Cioffredi: "Una sede distaccata della squadra mobile a Formia o Gaeta"

Audizione dei sindaci del sud pontino in commissione regionale Antimafia e lotta alla criminalità. Dal sud della provincia arriva la richiesta di maggiori fondi per garantire sicurezza attraverso la videosorveglianza ma anche con il sostegno pubblico all’ufficio del Giudice di pace di Gaeta, e una maggiore presenza di personale di polizia specializzato nelle indagini patrimoniali sulle proprietà riconducibili alle famiglie della criminalità organizzata. 

In commissione, presieduta da Rodolfo Lena, sono stati ascoltati i sindaci di Itri Antonio Fargiorgio, di Castelforte Giancarlo Cardillo, di Formia Paola Villa, il delegato del primo cittadino di Minturno Gennaro Orlandi e il presidente dell'Osservatorio sulla legalità e la sicurezza della Regione Lazio Gianpiero Cioffredi. “Sono venuti a mancare importanti presidi di legalità sul territorio - ha dichiarato il sindaco di Itri - I tribunali più vicini sono a Cassino e Latina, mentre è noto che certi traffici sono invece sulla costa". Ha invece parlato di una vera e propria “emergenza legata alla presenza della criminalità organizzata nel sud pontino” la sindaca di Formia Paola Villa, secondo la quale non si può più parlare di semplici infiltrazioni, ma di una “massiccia presenza di clan e loro affiliati presenti a Formia”. “Già l’ex boss e poi collaboratore di giustizia Carmine Schiavone parlò di Formia come ‘provincia di Casal di Principe’" ha ricordato il sindaco. 

Cioffredi ha evidenziato un aumento delle operazioni finanziarie sospette sul territorio e delle somme di denaro spese nel gioco d’azzardo. “Da un punto di vista investigativo – ha spiegato - sarebbe interessante una sede distaccata della squadra mobile a Formia o a Gaeta, ma non si può certo dire che lo Stato sia assente sul territorio”. Di diverso parere è la consigliera Gaia Pernarella (M5s), secondo la quale “il nostro territorio quaranta anni fa è stato scientemente abbandonato dallo Stato” e ha auspicato, al pari del consigliere Salvatore la Penna (Pd), il potenziamento dei presidi delle forze dell'ordine maggiormente specializzate.

Al termine dei lavori, il presidente della commissione, Lena, si è detto disponibile a fare pervenire in conferenza Stato – Regioni le criticità evidenziate a seguito della chiusura del tribunale di Gaeta e ha ricordato l’intervento del legislatore regionale nel sostegno economico ai comuni, attraverso finanziamenti finalizzati a rendere possibile l’effettivo utilizzo dei beni confiscati alle mafie. “Lavoreremo ai nuovi bandi che riguardano la sicurezza - ha precisato - e valuteremo come la Regione possa sostenere l’ufficio del Giudice di pace di Gaeta”.

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