Aprilia, crisi Arescosmo: il destino dell'azienda appeso a un filo. Cento lavoratori a rischio

Vertenza ancora aperta sul caso dell'ex Aerosekur. Aperta la cassa integrazione straordinaria ma si attende la decisione del tribunale sul futuro del sito produttivo

Futuro a rischio per i lavoratori della ex Aero Sekur di Aprilia, diventata oggi Arescosmo, la cui vertenza sindacale è aperta ormai da diversi mesi. L'azienda, che ha sedi anche a Torino e San Pietro Infine (in provincia di Caserta), è nata dalla divisione del business con la Aero Sekur spa avvenuta a maggio del 2017, ma versa ora in gravi difficoltà. 

Nello stabilimento di Aprilia sono presenti attualmente circa 100 lavoratori che oggi non possono più essere certi del mantenimento delle attività produttive. La crisi aziendale infatti ha reso necessario richiedere al Ministero del Lavoro una cassa integrazione straordinaria che va avanti da diversi mesi. A rendere ancora più precaria la condizione delle maestranze è stata l’apertura di un concordato in continuità lavorativa, i cui contenuti non sono ancora stati resi noti, e contestualmente una dichiarazione di esuberi strutturali in tutti i siti produttivi, che ha motivato l’apertura di una mobilità, che oggi è su base volontaria.

"Le condizioni per garantire il futuro della società sono legate ad un filo - spiega la Cisl che segue la vertenza - perché il contesto inerente il concordato ha messo l’impresa nella condizione di attendere i tempi della giustizia per ottenere l’omologa e mettere in sicurezza le attività produttive per il prossimo futuro. E purtroppo siamo in attesa da diversi mesi della decisione del tribunale". Intanto, si cerca di mantenere la gestione finanziaria per scongiurare il peggio, ma le speranze di farcela iniziano a vacillare perché l’azienda ha difficoltà a pagare gli stipedenti dei lavoratori e non ha la possibilità di pagare i fornitori, il tutto a causa di innumerevoli difficoltà con le banche .

“Al momento non intravediamo una risoluzione - spiega Elisa Bandini, segretaria Generale della Femca Cisl di Latina - la mancanza dell’appoggio bancario non rende possibile l’esercizio dell’attività finanziaria per far fronte al pagamento degli stipendi dei dipendenti e dei fornitori. Al momento continuiamo ad avere fiducia che il risanamento possa avvenire grazie ad un piano industriale che la magistratura ritenga credibile, perché si tratta di un’azienda che ha diversi milioni di commesse da eseguire, inoltre c’è stata anche comunicata la presenza di un investitore che ha intenzione di rilanciare il sito, diversamente saremmo di fronte ad un dramma sociale, in quanto un centinaio di persone perderebbero il posto di lavoro”.

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