Appalti pilotati a Cisterna, sequestrati 400mila euro in contanti a tre degli arrestati

E' quanto emerge dall'operazione Touch Down che ha portato agli arresti di politici e funzionari del Comune di Cisterna. La prima mazzetta da 30mila euro sequestrata un anno fa

Due anni di indagini, che hanno preso in esame gli appalti pubblici del Comune di Cisterna dagli ultimi mesi del 2015, rivelando un diffuso sistema di collusione in cui appalti e lavori pubblici diventavano occasione di arricchimento tanto per gli imprenditori quanto per gli amministratori. Nel corso delle perquisizioni di questa mattina, nell'ambito dell'operazione "Touch Down" sono stati sequestrati complessivamente 400mila euro in contanti nella disponibilità di tre degli arrestati.

La prima tangente di 30mila euro

La prova del sistema che guidava l’assegnazione di appalti nei più diversi settori dell’amministrazione - dai lavori stradali alla refezione scolastica, dalla manutenzione del verde pubblico alla gestione dei servizi cimiteriali, dalla costruzione degli edifici pubblici alla raccolta differenziata dei rifiuti- era arrivata circa un anno fa, con la scoperta di una mazzetta da 30mila euro sequestrata direttamente nelle mani di Filippo Frezza, uno dei consiglieri comunali finito agli arresti.

Tutti i nomi degli arrestati

Le indagini a partire da un bando sospetto

Ma l’indagine dei carabinieri del Reparto territoriale di Aprilia parte da più lontano. E precisamente dalla sospetta riapertura dei termini di un bando, in cui compariva al secondo posto Carmine Nocera, ritenuto affiliato al clan dei Casalesi. Indagando su questo bando è emerso un quadro di diffusa corruzione e di “gestione spregiudicata della cosa pubblica”. Decisive in particolare sono state le intercettazioni delle conversazioni fra gli indagati, che avevano portato a scoprire un giro di tangenti, di “denaro contato e ceduto, con indicazione precisa degli appalti e delle gare pilotate”.

Il sistema di tangenti

Nell’ordinanza firmata dal Gip del tribunale di Latina Giuseppe Cario si fa riferimento a risparmi di spesa per opere pubbliche, in particolare per le strade, per recuperare la tangente da cedere all’amministratore di turno.Dal costo dell’appalto era infatti necessario detrarre il costo della tangente. La Procura di Latina, e la titolare dell’inchiesta, il pm Cristin Pigozzo, ipotizza l’associazione a delinquere per via dell’esistenza di un sistema ormai rodato e costante che riguardava molti settori della pubblica amministrazione. Gli episodi sarebbero decine. Gli indagati sono a vario titolo accusati di associazione a delinquere, corruzione, turbata libertà degli incanti, concussione e induzione indebita a dare o promettere utilità.

L'inchiesta tocca anche la Provincia e il Comune di Anzio

L’inchiesta sfiora anche la Provincia, con l’arresto di Amerigo Iacovacci, tecnico del settore viabilità dell’ente di via Costa. E tocca anche il Comune di Anzio, dove sono stati arrestati Patrizio Placidi e Walter Dell’Accio, rispettivamente ex assessore e dirigente del Comune. Nel caso del Comune di Anzio non vengono contestate tangenti, ma assunzione di personale. Ad Anzio in particolare gli appalti riguardavano la manutenzione del verde pubblico.

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