Agenti della penitenziaria arrestati, Spp: “Pene severissime se accertate responsabilità”

L’intervento del sindacato dopo le operazioni Astice e Petrus: “Intensificare l'attività investigativa in carcere, con più uomini e strumenti”

“Se risulteranno accertate le gravissime responsabilità attualmente addebitate a due uomini del personale di polizia penitenziaria, noi auspichiamo pene severissime, persino più severe rispetto agli altri detenuti e non che, a vario titolo, sono coinvolti”. Ad intervenire dopo le operazioni Astice e Petrus dei carabinieri che ieri hanno portato all’arresto di 34 persone, tra cui i due poliziotti penitenziari, è Aldo Di Giacomo, segretario generale del Sindacato di Polizia Penitenziaria S.PP.. 

“I due (un agente e un ispettore) - aggiunge Di Giacomo - con il loro comportamento hanno messo a rischio la vita dei colleghi oltre a macchiare, in maniera indelebile, la gloriosa divisa indossata”. 

Per il segretario del S.PP. “va evidenziato che la complessa e lunga operazione è stata possibile grazie al supporto investigativo di tutto il Corpo della Polizia Penitenziaria presente nel carcere di Latina, a testimonianza che non possono essere certamente due ‘mele marce’ a mettere semplicemente in discussione l'impegno, il sacrificio, la passione e il servizio di tutto il Corpo. Senza questa preziosissima attività investigativa all'interno dell'istituto penitenziario carabinieri e magistrati non avrebbero raggiunto i risultati ottenuti per stroncare il traffico di stupefacenti. 

Siamo di fronte – continua Di Giacomo - all'ennesima testimonianza di quanto ripetiamo da tempo al Ministero e all'Amministrazione Penitenziaria: intensificare l'attività investigativa in carcere, con più uomini e strumenti, è fondamentale per contrastare la criminalità che opera fuori le celle e, purtroppo, continua a farlo spesso anche dentro”.

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