Asili nido, l'allarme della Uil: “Servizio a rischio. Pronti alla protesta”

"La metà delle educatrici e delle ausiliarie delle strutture di via Budapest, via Aniene e presso La Giostra rischia di non vedere rinnovato il proprio contratto" spiegano dalla Uil: "Pronti a bloccare l'inzio del nuovo anno scolastico"

Si dicono pronti a bloccare l’inizio del nuovo anno scolastico se gli scenari che si prefigurano non cambieranno. Sono i rappresentanti della Uil di Roma e del Lazio, della Uil di Latina e della Uiltrasporti di Latina che lanciano un nuovo allarme per la situazione negli asili nido di via Budapest, via Aniene e presso La Giostra.

"Almeno la metà delle 24 educatrici e delle sei ausiliarie che da anni lavorano nelle strutture rischia di non vedere rinnovato il proprio contratto, mentre per le "fortunate" colleghe che rimarranno si prospetta una forte decurtazione dello stipendio" spiegano dai sindacati.

"Il nuovo bando del Comune - spiega il segretario della Uil di Latina, Luigi Garullo - e' stato vinto dalla cooperativa Coop gialla grazie a un ribasso del 20% su una gara europea e prefigurando quindi un contratto per i lavoratori molto più basso di quello attuale. Ciò porterà al licenziamento di almeno 12 educatrici e 3 ausiliarie e al taglio della retribuzione per le altre, con conseguente scadimento dell'offerta ai bambini e alle famiglie e una riduzione degli orari di lavoro, con passaggio dal tempo pieno all'antimeridiano.

Una situazione insostenibile per il percorso formativo dei piccoli allievi e per le loro famiglie che così dovranno sobbarcarsi ulteriori costi aggiuntivi, oltre che uno scadimento della qualità generale del servizio".

Ma la situazione è in realtà ancora più complessa, spiegano ancora dal sindacato, “perché il nuovo management comporterà anche una riduzione del numero dei bambini che passeranno da 124 lo scorso giugno a 80 da settembre". "Pochissime nuove iscrizioni quindi negli asili comunali – aggiunge Antonella Cannatà Segretaria Uiltrasporti Latina - a vantaggio del privato per i pochi che potranno permetterselo. Per tutti gli altri bambini, a casa. Con i nonni, nella migliore delle ipotesi. O con i genitori che, se hanno la fortuna di avere un lavoro, dovranno abbandonarlo per accudire i propri figli. Proprio un bell'esempio di welfare! Non è possibile accettare anomalie simili.

Dove sono i diritti della nostra società? Il Comune continua a tagliare sull'essenziale, sui servizi primari, a discapito dei cittadini. Nel frattempo, però, riesce a finanziare regolarmente le scuole materne gestite dalle religiose. Chiediamo pertanto all'amministrazione di agire immediatamente, bloccando o sospendendo l'aggiudicazione della gara. Una gara che ancora una volta ha penalizzato famiglie e lavoratori. Se non avremo risposte e rassicurazioni – aggiunge ancora Antonella Cannatà – siamo pronte a bloccare l'inizio del nuovo anno scolastico".

“In ogni caso – conclude il Segretario Garullo – non consentiremo ad alcun aggiudicatario della gara di appalto, chiunque esso sia, di applicare scorciatoie contrattuali a danno dei lavoratori”.
 

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