Rincari della mensa scolastica, genitori ancora sul piede di guerra

Si moltiplicano le adesioni - sono già 400 - al comitato spontaneo delle famiglie che protestano contro l'aumento dei ticket: "Dall'amministrazione risposte solo per mezzo dei giornali"

L'ingresso della scuola di via Sezze, con il manifesto appeso dal comitato dei genitori

Il comitato spontaneo di protesta contro i rincari dei ticket della mensa scolastica resta in attesa. Dopo la mobilitazione della scorsa settimana, con il pranzo al sacco organizzato davanti alle scuola di via Sezze, i genitori attendono di capire se la loro manifestazione di dissenso cambierà qualcosa. Poca apertura però è arrivata però dall’amministrazione comunale di Latina, che per bocca dell’assessore al bilancio Pasquale Maietta ha ribadito “di aver operato in maniera equa” per sgravare dal pagamento le famiglie con reddito minore.

La rimodulazione delle tariffe con le nuove fasce di reddito non convince però molte famiglie, perché gli aumenti rischiano di abbattersi anche sui nuclei familiari del ceto medio (dieci euro in più per ogni blocchetto di venti ticket in terza fascia, addirittura venti – da 48 a 68 euro – per la quarta fascia). E con il rischio, paventato da molti, che ci siano scarse verifiche sulle dichiarazioni Isee e che qualcuno possa agevolarsi dell’esenzione pur non avendone diritto.

I genitori continuano la loro battaglia. Le adesioni al comitato spontaneo sono arrivate a quota 400 con la mobilitazione delle famiglie degli alunni del quarto e quinto circolo, delle scuole della Chiesuola e di Borgo Faiti.

“L’amministrazione ci ha dato risposte solo per mezzo dei giornali - lamenta Giancarlo Ricci, presidente del comitato spontaneo dei genitori - e le ha cambiate negli ultimi giorni, dicendoci di voler agevolare la fascia più bassa delle famiglie. Ci siamo mobilitati per far capire che c’è qualcuno che non accetta questa decisione: è il metodo utilizzato che va cambiato”.

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Il comitato chiede che l'ultima fascia non sia totalmente esentata dal pagamento del servizio, ma che possa comunque pagare una quota minima.

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