Bimbo di Sermoneta morto nella metro a Roma, al via il processo al dipendente Atac

Il piccolo era finito nello spazio tra due ascensori ed era precipitato da 22 metri

Ha preso il via ieri, 24 settembre, a Roma davanti al giudice monocratico del tribunale della Capitale, Di Lauro, il processo per la morte del piccolo Marco Grandefronte, il bimbo di Sermoneta caduto nell’ascensore della metro A della Capitale il 9 luglio 2015.

Il piccolo, che aveva 4 anni, era precipitato da 22 metri. Sul banco degli imputati, a rispondere di omicidio colposo, c’è il dipendente Atac Flavio Mezzanotte che aveva provato a liberare madre e figlio dall’ascensore in vetro della metro Furio Camillo: era salito con un montacarichi e aveva aperto la porta che collegava i due ascensori ma il bimbo era scappato dalle braccia della madre finendo nello spazio vuoto e precipitando giù.

Secondo l’accusa, l’uomo non sarebbe stato autorizzato alla manovra né all’utilizzo della chiave di emergenza ma era intervenuto senza attendere l’arrivo della squadra di emergenza Atac a causa delle insistenze della mamma del bimbo. I familiari del piccolo si sono costituiti parte civile con l’avvocato Amleto Coronella. Dopo l’ammissione delle prove il processo è stato aggiornato al 22 ottobre prossimo.

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