Banda delle rapine, i Ranieri interrogati in carcere negano tutto

Padre e figlio ascoltati dal gip a Civitavecchia rispondono alle domande e si difendono. Lunedì e martedì gli interrogatori degli altri cinque arrestati

Hanno risposto alle domande del giudice nel corso dell’interrogatorio di garanzia e si sono difesi contestando i reati che vengono loro attribuiti Marco e Manuel Ranieri, colpiti da ordinanza di custodia cautelare nell’ambito di un’indagine su una serie di rapine messe a segno nel capoluogo pontino lo scorso anno.

Padre e figlio, difesi dagli avvocati Giancarlo Vitelli, Stefano Perotti e Valerio Righi, sono stati ascoltati questa mattina presso il carcere di Civitavecchia dove sono entrambi detenuti, dal giudice per le indagini preliminari Paola Petti su delega del gip del Tribunale di Latina Pierpaolo Bortone.

Manuel Ranieri, al quale viene contestato il possesso di un paio di pistole ha spiegato come lui sia detenuto dal 2014 quindi impossibilitato a detenere un’arma. Al padre invece, secondo gli accertamenti degli investigatori della Squadra Mobile di Latina, viene contestato di essere uno degli autori di una rapina commessa in concorso con altri ai danni della sala slot di via del Lido oltre che di spaccio di droga ed estorsione con l’occupazione abusiva di un appartamento dell’Ater in via Helsinky sottratto al legittimo assegnatario. Marco Ranieri ha negato ogni addebito precisando come nel luglio dello scorso anno, data della rapina, lui fosse sulla sedia a rotelle a causa di un incidente che gli aveva provocato la rottura del bacino.

Le indagini: i detenuti in carcere avevano il cellulare

Gli interrogatori di garanzia proseguiranno lunedì e martedì quando saranno ascoltate le altre cinque persone accusate di far parte del gruppo dedito alle rapine a mano armata di sale slot e ristoranti e colpite da ordinanza di custodia su richiesta del sostituto procuratore Valerio De Luca. Lunedì nel carcere di Latina il gip Bortone ascolterà Cristian Caloroso, Massimiliano Santachiara e Christian Santucci, assistiti dall’avvocato Luca Melegari mentre martedì presso il carcere femminile romano di Rebibbia sarà la volta di Katiuscia Oliviero (moglie ei Marco Ranieri e madre di Manuel) e di Simona Ruisi.  

Complessivamente alla banda vengono attribuite cinque rapine e una tentata rapina: il colpo alla sala di via del Lido, quello al Bowling di via Don Torello, la rapina preparata alla Banca Popolare di Marino, il colpo a un tabacchi di via Monte Terminillo e uno non portato a termine  ai danni di un ristorante di Nettuno.

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