Camorra: processo a Katia e Teresa Bidognetti: il pentito parla in aula

La deposizione del neo collaboratore di giustizia nel processo che vede imputate, tra gli altri, le figlie del capo clan Francesco Bidognetti. Katia arrestata nel febbraio 2017 a Formia

Katia Bidognetti

Dopo l’udienza del marzo scorso, si è conclusa oggi la deposizione del neo collaboratore di giustizia Stanislao Cavaliere davanti al gup del tribunale di Napoli Tommaso Perrella nel processo al clan dei Casalesi che vede imputate, tra le altre persone, Katia e Teresa Bidognetti, figlie del capo clan Francesco. 

Nella scorsa udienza di marzo, Cavaliere, che nei mesi scorsi ha manifestato alla Dda la volontà di voler collaborare con la giustizia, interrogato dal pm della Dda D’Alessio, ha raccontato la sua ’storia criminale’ dal 2014 alla metà del 2015. 

Controinterrogatorio oggi dagli avvocati difensori degli imputati, come si legge su Casertanews, il neo collaboratore ha sottolineato, nelle sue risposte, di essere al corrente di tutto ciò che avveniva all’interno dell’organizzazione criminale perché quando aveva “aderito” gli avevano affidato un “buon ruolo altrimenti non accettavo”. Gli avvocati difensori hanno cercato di chiarire i singoli aspetti delle varie posizioni degli imputati, poi il processo è stato rinviato per l’avvio della requisitoria da parte del pubblico ministero.

Nel processo con rito abbreviato sono imputate, tra gli altri, le sorelle Katia e Teresa Bidognetti, accusate di estorsioni ai danni di imprenditori di Casal di Principe, San Cipriano d'Aversa, Villa Literno, Cellole, Castel Volturno, Acerra e Roma. 

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In particolare Katia Bidognetti è stata arrestata a Formia, dove viveva, nel febbraio del 2017 nell’ambito di una maxi operazione anticamorra della Guardia di Finanza che arrivò proprio fino nel sud pontino.

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