Migranti sfruttati, il gip ha deciso: restano tutti in carcere

Il giudice per le indagini preliminari ha respinto le richieste dei legali di Luigi Battisti e del sindacalista Marco Vaccaro, entrambi detenuti, di Chiara Battisti e Luca Di i Pietro, tutti e due ai domiciliari

Nessuna revoca né attenuazione delle misure di custodia cautelare per quattro delle sei persone arrestate nei giorni scorsi nell’ambito dell’inchiesta Commodo e accusate di avere messo in piedi un’organizzazione criminale dedita al caporalato e allo sfruttamento di centinaia di lavoratori africani e rumeni impiegati in agricoltura.

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina Gaetano Negro questa mattina ha sciolto la riserva e respinto le richieste dei legali. Restano dunque in carcere Luigi Battisti, titolare della cooperativa Agri Amici – attualmente ricoverato presso l’ospedale Goretti per un problema cardiaco - e Marco Vaccaro, sindacalista responsabile della Fai Cisl. Analoga decisione per Chiara Battisti, figlia di Luigi e per Luca Di Pietro, impiegato nella cooperativa, per i quali sono stati confermati gli arresti domiciliari.

Per quanto riguarda il dipendente dell’Ispettorato territoriale del lavoro Nicola Spognardi, che ieri è stato a lungo ascoltato su sua richiesta dal procuratore aggiunto Carlo Lasperanza, non ha avanzato alcuna richiesta rispetto alle misure cautelari così come Daniela Cerroni, detenuta nel carcere romano di Rebibbia. L’indagine della Squadra mobile di Latina comunque è tutt’altro che conclusa e potrebbe riservare ulteriori sorprese.

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