Migranti sfruttati, l’ispettore del lavoro si fa ascoltare in Procura

Nicola Spognardi dal pm Lasperanza nega ogni accusa: mai preso soldi per aiutare la coop a violare la legge

Dopo essere stato interrogato  in Tribunale dal gip Gaetano Negro ha voluto essere ascoltato anche dal procuratore aggiunto Carlo Lasperanza. Così Nicola Spognardi, l’ispettore finito agli arresti domiciliari nell’ambito dell’operazione Commodo contro il caporalato, ieri pomeriggio è andato in Procura per raccontare al magistrato titolare dell’inchiesta la sua verità e difendersi dall’accusa di avere coperto, in cambio di denaro, la cooperativa Agri Amici aiutandoli ad eludere i controlli da parte del suo ufficio.

Accompagnato dal suo legale, l’avvocato Alessandro Paletta, Spognardi si è messo a disposizione per chiarire ogni aspetto della sua posizione e ha negato di avere aiutato la coop di Luigi Battisti sottolineando come la sua posizione di addetto alle relazioni pubbliche dell’Ufficio territoriale del lavoro non glielo avrebbe consentito: il suo ruolo, ha spiegato, era semplicemente quello di fornire indicazioni alle aziende ma ha ribadito di non avere preso denaro. L’inchiesta comunque è tutt’altro che chiusa.

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