Tragedia a Cisterna: la lunga attesa e l'ansia di un intero quartiere

Il racconto dei testimoni, di chi conosce Antonietta Gargiulo e dei vicini di casa. In pochi conoscevano la verità

Nessuno, in via Collina dei pini, un tranquillo quartiere residenziale di Cisterna, sospettava nulla. In pochi conoscevano la verità: le violenze, le aggressioni, il rapporto conflittuale tra Antonietta Gargiulo e Luigi Capasso. Solo gli amici più stretti sapevano che fra i due era in corso una separazione e che a settembre scorso l'uomo aveva aggredito la moglie, per due volte: davanti al suo luogo di lavoro e in casa, sotto gli occhi delle figlie e di altri testimoni.

La mattinata è lunga, le ore non passano mai. Dopo i primi spari, lungo la strada che costeggia le palazzine del residence si radunano decine di residenti del quartiere. Aspettano per ore di sapere, di ricevere notizie. Antonietta la conoscono in molti: "E' una donna dolcissima - dice uno dei presenti - io e mia moglie la vedevamo sempre in casa. Veniva ogni domenica con le figlie e anche con il marito". Tra le lacrime Oana, una ragazza di 20 anni che abita al quinto piano della stessa palazzina, racconta di aver visto questa mattina Antonietta a terra e di aver avvertito i soccorsi: "Ho sentito gli spari - dice - mi sono affacciata e l'ho vista a terra, sulla rampa del garage. Gridava aiuto. Ero sconvolta, non capivo cosa fosse successo, pensavo si trattasse di un ladro. Solo più tardi ho capito che era stato il marito, quando sono arrivati i carabinieri. E ho avuto ancora più paura perché non sapevo dove si fosse nasosto". 

Per tutta la mattinata e fino alle 14,30, quando è poi scattata l'irruzione dei reparti speciali dei carabinieri nell'appartamento, tutti hanno continuato a sperare. Poco prima però un'altra vicina di casa, che abita al terzo piano dell'edificio, aveva raccontato di aver sentito tre o quattro spari intorno alle 6, quando evidentemente Capasso era appena salito in casa della moglie. 

Pochi minuti dopo il blitz dei militari, la speranza è ormai svanita e il comandante provinciale dei carabinieri conferma che l'uomo i è suicidato e che le piccole Martina e Alessia sono morte da ore. Di lì in poi, solo pianti da parte di parenti e amici accorsi sul posto. E la disperazione per un dramma inspiegabile.

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