“Caracupa: vivere oltre la morte”: in mostra la Sermoneta di quasi tremila anni fa

L’esposizione allestita all’interno del Museo della Ceramica che regala una Sermoneta inaspettata, con una storia ancora tutta da scoprire e che va indietro nel tempo di tre millenni

Inaspettata, con una storia ancora tutta da scoprire e che va indietro nel tempo di tre millenni: così Sermoneta emerge dalla mostra permanente “Caracupa: vivere oltre la morte”, allestita all’interno del Museo della Ceramica di corso Garibaldi e che sarà visitabile ogni fine settimana e nei giorni festivi.

Alla conferenza di presentazione hanno preso parte il Soprintendente Saverio Urciuoli, il Funzionario di zona Francesco Di Mario, l’archeologo Carlo Virili oltre al Sindaco di Sermoneta Claudio Damiano e i referenti dell’associazione For Heritage che hanno curato l’allestimento.

“L’importante necropoli di Caracupa era nota nella letteratura scientifica già dall’inizio del novecento quando si rinvennero un centinaio di tombe sui terreni di pertinenza dell’Abbazia di Valvisciolo non troppo distante dalla vecchia stazione ferroviaria. L’esposizione tuttavia riguarda soprattutto un piccolo nucleo che ha restituito una quindicina di tombe databili nel corso dell’VIII secolo a. C. recuperate tra il 1995 e il 1999 dalla Soprintendenza e da un gruppo di volontari costituitisi in archeoclub.

A Palazzo Caetani sono state esposte un gruppo di tombe portatrici dei principali caratteri di genere maschile e femminile della società antica. All’ideale del guerriero armato il rituale funerario affianca quello dell’esibizione della ricchezza espressa nelle complesse parure di monili in ambra, pasta vitrea, oro e argento, indossate dalle donne. Da un punto di vista archeologico i corredi denunciano una piena partecipazione alla cultura laziale e nello stesso tempo ammettono un’apertura verso ambienti geografici meridionali, tracciando una via di traffici che dall’area Enotria arrivava in Campania e trovava qui un passaggio preferenziale. Sermoneta a tutti gli effetti era considerata culla del popolo dei Latini, su cui c’è ancora molto da scoprire”. 

Questo primo allestimento è stato possibile anche grazie al finanziamento regionale del progetto “Sermoneta World” e del lavoro volontario di numerose persone che si sono messe a disposizione per restituire al centro pepino uno spaccato di storia di quasi tremila anni fa, ancora tutta da scoprire.

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