Sopralluogo della Cisl a via Aspromonte, carcere insicuro e sovraffollato

La denuncia del sindacato degli agenti di polizia penitenziaria: 141 detenuti invece dei 77 previsti e una struttura fatiscente

Infiltrazioni di acqua, sistemi di areazione inesistenti, situazione igienica ai limiti oltre all’ormai accertato e cronico sovraffollamento di detenuti rispetto alla capienza.

Questo lo stato del carcere di Latina all’interno del quale questa mattina una  delegazione della Fns Cisl Lazio – composta dal segretario generale aggiunto Massimo Costantino, dal segretario generale di Latina Salvatore Polverino e dal segretario generale aggiunto Gianni Tramentozzi - ha effettuato una visita proprio per verificare lo stato dei luoghi di lavoro dell’istituto di via Aspromonte.

"La casa circondariale di Latina – raccontano i sindacalisti all’uscita -  mostra tutti i segni del tempi e risulta il carcere più sovraffollato del Lazio: a fronte di una capienza tollerabile di 77 detenuti ce ne sono 141 di cui 109 uomini e 32 donne. Preoccupante è il fatto che non esiste allo stato attuale un reparto disponibile per il ricovero dei detenuti e bisogna ricorrere alle stanze dell’ospedale Santa Maria Goretti, situazione che aggrava ulteriormente il carico di lavoro del personale che è costretto a stare in corsia con le evidenti criticità del caso”.  Per quanto riguarda le condizioni della struttura la delegazione della Fns Cisl ha rilevato varie infiltrazioni acqua, luoghi igienicamente non idonei, sistemi di areazione inesistenti in alcuni spazi chiusi dove vi transitano vari mezzi, polvere in varie parti oltre ad alcuni cancelli che non risultano automatizzati. E come in altre strutture penitenziarie  bisogna fare i conti con l’attuale ed ineguale individuazione delle dotazioni organiche del Corpo di polizia penitenziaria che non può garantire una efficiente organizzazione dei servizi e la fruizione dei minimi diritti lavorativi. La Fns Cisl ha quindi indetto lo stato di agitazione e parteciperà alla manifestazione nazionale di protesta programmata a Roma per il 27 marzo. “Occorrono  maggiori risorse economiche e soprattutto più personale – conclude Massimo Costantino - perché è impensabile che ad oggi una unità espleti due è più posti di servizio, addirittura in luoghi diversi”.

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