Occupazioni abusive di alloggi popolari, pugno duro di Questura e Ater di Latina

Protocollo d'intesa firmato questa mattina e illustrato nel corso di una conferenza stampa. Questore De Matteis: "E' un'azione contro i criminali e i prepotenti che occupano alloggi popolari sottraendoli a chi ne ha davvero bisogno"

Pugno duro della Questura e dell’Ater di Latina contro l’occupazione abusiva di alloggi popolari. Un fenomeno, che seppur dalle percentuali contenute in provincia rispetto al resto del Paese, determina situazioni “insopportabili” e riporta alla luce un problema di legalità e giustizia sociale, una tutela nei confronti di quelle persone o quelle famiglie che hanno fatto domanda ai Comuni per gli alloggi di edilizia residenziale pubblica e si vedono invece usurpare il loro diritto da occupazioni abusive. 

Questa la motivazione che ha portato al protocollo d’intesa siglato questa mattina dal questore, Giuseppe De Matteis, e i vertici dell’Ater di Latina. 

Ma da dove nasce questo protocollo? A spiegarlo, nel corso di una conferenza stampa, proprio il questore De Matteis. “Tutto nasce circa un anno fa quando la Squadra Mobile stava cercando un latitante del clan Ciarelli-Di Silvio: in quel periodo ci siamo resi conto di una straordinaria situazione: diverse persone facenti parte del clan disponevano ognuno di più alloggi popolari. 

Da qui sono nati una serie di accertamenti e abbiamo percepito che ci trovavamo difronte ad un grosso problema, quello delle occupazioni abusive e che l’Ater e il Comune erano vittime di questo sistema, con un danno creato anche ai legittimi richiedenti”.

I NUMERI - “In un momento in cui non c’è una grande disponibilità di alloggi sociali, vuoi per l’assenza di finanziamenti pubblici o per i canoni di affitto bassi che non permettono di rinnovare il patrimonio edilizio” ha spiegato l’ingegner Fabrizio Ferracci, commissario straordinario dell’Ater di Latina, la lotta alle occupazioni abusive diventa uno strumento ancora più importante. 

E sono i numeri diffusi dall’Ater - secondo il report Nomisma presentato nei giorni scorsi - ad offrire un quadro della situazione nella provincia pontina in cui il fenomeno è abbastanza contenuto,  ma non per questo meno preoccupante, come ha aggiunto Ferrocci: a fronte di una media nazionale del 6,4%, nella provincia pontina la percentuale degli alloggi popolari occupati in maniera abusiva è del 4,62% e nel capoluogo del 4,02% (nel sud Italia la percentuale sale al 9,8% e al centro addirittura al ìl,11,3%). 

Su un totale di 7183 alloggi Ater su tutto il territorio provinciale, raccontano i dati forniti dall’Ater, 469 sono le occupazioni abusive, di cui 289 non sanabili, mentre sulle 2020 case popolari nel capoluogo pontino, 164 sono occupate (93 non sanabili). Subito dietro Aprilia con 83 occupazioni abusive. 

QUI I DATI DI TUTTA LA PROVINCIA

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IL PROTOCOLLO - Al fine di garantire un’azione effettiva, concreta e duratura di contrasto alle occupazioni abusive - si legge nel protocollo - risulta fondamentale disporre di un approccio integrato tra gli enti preposti al governo di tale fenomeno, nella consapevolezza che tutto ciò comporta un’affermazione di legalità solo nella misura in cui emerga un’attività caratterizzata da una forte impronta sociale e di garanzia dei diritti di chi attende l’assegnazione legittima di un alloggio di edilizia pubblica”. 

“Due le tipologie di azioni che saranno messe in atto in base al protocollo - come ha spiegato il direttore generale dell’Ater, Paolo Ciampi -: azioni dirette alla prevenzione e al recupero degli alloggi occupati". In tema di prevenzione, con il protocollo è stato fissato l’obiettivo di ridurre al minimo i tempi di riassegnazione degli alloggi per evitare che vengano occupati e di procedere con un monitoraggio continuo nei quartieri, soprattutto in quelli dove esistono le maggiori criticità, e la costituzione di un Tavolo Tecnico. 

SUBITO I PRIMI INTERVENTI - Per quanto riguarda il recupero degli alloggi occupati, come è stato illustrato durante la conferenza, gli interventi saranno immediati: nei prossimi 10 giorni si comincerà con l’invio delle prime diffide agli occupanti non in regola, poi scaduti i 30 giorni si procederà con lo sgombero assistito dagli agenti della polizia. 

I primi interventi riguarderanno il capoluogo pontino, si procederà poi anche con il resto della provincia. “Questa è un’azione contro i criminali, i prepotenti e i vigliacchi che pur avendo un reddito clamoroso occupano alloggi popolari sottraendoli a chi ne ha davvero bisogno”.

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