Cesare Battisti, presidente brasiliano pronto a revocargli lo status di rifugiato politico

La decisione del presidente Temer sembra far compiere un passo in avanti per l’estradizione dell’ex membro dei Pac. L’ultima parola spetta al Supremo tribunale federale che deve esprimersi sul riconoscimento dell'habeas corpus richiesto dai legali

(foto Ansa)

Il presidente brasiliano Michel Temer pronto a revocare l'asilo politico a Cesare Battisti. 

Questa la novità emersa nelle ultime ore e che farebbe compiere un passo in avanti verso l’estradizione dell’ex terrorista dei Pac (Proletari armati comunisti) condannato, in Italia, all'ergastolo per quattro omicidi.

Secondo i media brasiliani, infatti, il presidente Temer avrebbe deciso di revocare lo status di rifugiato politico a Battisti; l’ultima parola, però, spetta al Supremo tribunale federale (Stf), chiamato a decidere se accettare o meno il riconoscimento dell'habeas corpus (l'istituto giuridico a tutela delle libertà individuali) richiesto dai suoi legali nel settembre scorso, quando l'Italia presentò la richiesta di estradizione.

Secondo quanto riferito da alcune fonti alla stampa brasiliana, se il magistrato dell'alta corte che deve esaminare il caso, Luis Fux, tardasse troppo nel prendere una decisione, l'ufficio legale della presidenza brasiliana potrebbe emettere un parere ufficiale che di fatto darebbe il via all'estradizione di Battisti verso l'Italia. Le stesse fonti hanno spiegato che la concessione da parte del Tribunale dell’habeas corpus, come richiesto dai legali dell’ex membro dei Pac, rappresenta “l’opzione meno probabile”.

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Cesare Battisti era stato arrestato lo scontro 4 ottobre nella città di Corumbà vicino al confine tra il Brasile e la Bolivia mentre, secondo la polizia locale, stava cercadno di scappare. Qualche giorno dopo il giudice d'appello gli ha concesso la libertà provvisoria per mancanza di prove. L’ex membro dei Pac è stato condannato in Italia in contumacia in via definitiva nel 1993 per quattro omicidi.

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