Sabaudia: dopo cinquanta anni chiude il cinema Augustus

I lavori che inizieranno a breve nei pressi delle entrate del cinema e le scelte miopi dell'amministrazione hanno costretto Ugo Nestonni, storico proprietario, a chiudere i battenti

Cinquanta anni di film, di proiezioni. Di prime assolute e di momenti indimenticabili. Il multisata Augustus di Sabaudia si è guadagnato il suo posto nella storia dopo anni di onorata carriera. La stessa storia in cui è entrato Ugo Nestonni, storico esercente cinematografico della città balneare. E conosciuto da tutti nella città delle dune.  

Era stato proprio lui, nel 1995, a creare le altre sale di quello che fino ad allora era un 'semplice' cinema. Dopo gli interventi l'Augustus era stato trasformato in un multisala a quattro schermi. Il primo in Regione. Nei cinquanta anni di vita era diventato l'unico luogo di offerta culturale e aggregazione sociale della città balneare. Da domenica, però non ci sarà più nulla di tutto ciò: finisce tutto. Troppi i costi da sostenere. Troppo poco l'interesse delle istituzione verso la creatura di Ugo Nestonni.

E' stato lui stesso ad annunciarlo con un misto fra commozione e amarezza. Già l'anno scorso il multisala aveva attraversato momenti di grande difficoltà. I lavori di ristrutturazione della piazza antistante avevano limitato l'ingresso al cinema per molti mese. Nestonni, però, era riuscito a tenere duro. Il cantiere, però, è pronto di nuovo. E questa volta l'Augustus chiude i battenti.

Ugo Nestonni ha gettato la spugna: "Sono sconfortato dalla situazione che si è venuta a creare negli ultimi anni, ho tentato di incontrare l'assessore alla cultura di Sabaudia ma non ci sono mai riuscito". Poi l'amara constatazione: "Mi rendo conto di non potere più sostenere le spese di personale, gestione e affitto della struttura".

"Le amministrazione regionali e comunali, con la complicità della pirateria, e con strategie miopi, stanno azzerando per sempre l'offerta cinematografica decretando la morte del cinema in sala". E' questo il grido dall'allarme lanciato dall'Anec Lazio, l'associazione nazionale esercenti cinema. La chiusura dell'Augustus porterà un vuoto enorme perchè "la cultura è il motore fondamentale dello sviluppo di una comunità. E andrebbe sostenuto e incentivato".

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