Ippodromo del Garigliano, chiude Tor di Valle e spunta l’ipotesi pontina

Con Tor di Valle chiuso, continua la ricerca di un impianto 'sostitutivo' nel Lazio. I sindacati avanzano la candidatura dell'ippodromo in provincia di Latina: "E' la soluzione più concreta"

(fonte ippodromodelgarigliano.it)

"La repentina decisione di chiudere l'ippodromo di Tor Di Valle, potrebbe provocare la sparizione del trotto dalla Capitale". Questo è quanto dichiarano Fabrizio Micarelli, Carlo Bruno Giuseppe Sperandio e Massimiliano Montesi di Slc-Cgil Roma e Lazio. In attesa di sapere quale sarà il futuro dei 51 lavoratori è "necessario attivarsi affinchè le corse del trotto non trasmigrino definitvamente dalla nostra Regione".

OPZIONE GARIGLIANO - In quest'ottica la decisione presa dall'ex ASSI, di destinare ad ippodromi al di fuori del Lazio le giornate di corsa in origine destinate a Tor di Valle, non trova per niente d'accordo i sindacalisti. "E' incomprensibile questa decisione. Mentre si cerca una soluzione, che sia Capannelle o il nuovo impianto, bisogna privilegiare le possibilità che offrono realtà gia presenti nel Lazio". La decisione migliore sarebbe, a questo punto, disputare le corse all'ippodromo del Garigliano, in provincia di Latina, "che ha già manifestato interesse per un coinvolgimento".

LA SOLUZIONE MIGLIORE - Dietro la proposta di Garigliano, non ci sono solo motivazioni geografiche. "L'uso di questo ippodormo - spiegano i sindacalisti - potrebbe favorire l'occupazione del personale già dedicato e darebbe una risposta concreta anche al problema della cura dei cavalli oggi sfrattati da Tor di Valle". Gareggiare in provincia di Latina significherebbe anche venire in contro alle esigenze economiche dei lavoratori. "Si offrirebbe lavoro anche a tutto l'indotto connesso all'allenamento ed al mantenimento dei cavalli, evitando agli operatori ippici di essere costretti a sostenere nuovo costi di trasporto". "Non escludendo soluzioni diverse, purché mirate all'obbiettivo di garantire il mantenimento delle corse al trotto nella capitale, l'opzione di Garigliano - conclude la nota del sindacato SLC-CGIL - è l'ipotesi che ad oggi appare la più concreta e percorribile e come tale merita di essere attentamente valutata e verificata nell'interesse del trotto regionale e nazionale, dei lavoratori e degli operatori del settore".
 

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