“Ci chiamarono tutti Alda”: giovane corese scrive lo spettacolo prodotto da Pino Insegno

Debutto con successo per Fabio Appetito: il monologo teatrale è andato in scena al Teatro Cometa Off di Roma con la produzione di Pino Insegno, la supervisione artistica di Marco Guadagno e l'interpretazione dell'attrice e doppiatrice Giulia Santilli

Debutto con successo per Fabio Appetito che ha scritto lo spettacolo “Ci chiamarono tutti Alda”, andato in scena il 6, 7 e 8 gennaio al Teatro Cometa Off di Roma. 

Il monologo teatrale del giovane corese è arrivato al grande pubblico grazie alla produzione di Pino Insegno, con la supervisione artistica di Marco Guadagno e l’interpretazione dell’attrice e doppiatrice Giulia Santilli.

La mise en espace, della durata di 50 minuti, era partita dall’esperienza dell’Officina dell’Arte e dei Mestieri del Comune di Cori, poi portata in giro in Toscana dall’affermato collettivo Cardiopoetica, del quale Fabio Appetito fa parte insieme a Marco De Cave e Mariano Macale, che riprenderà il tour a primavera con altre date in diverse località italiane.

“Ci chiamarono tutti Alda” è un atto unico che prende spunto dallo studio scientifico di Fabio Appetito, che con la sua tesi di laurea “Alda Merini: un manicomio di carta”, vincitrice nel 2016 della quinta Edizione del Premio Internazionale di Letteratura “Alda Merini”, ha analizzato l’esperienza manicomiale della poetessa accostandola alla Divina Commedia.

Sul palco, l’attrice si muove dentro una scenografia essenziale, la sua voce esplora e proietta lo spettatore negli angoli reconditi della mente di Alda Merini. Con musiche penetranti e la sapiente alchimia di un poeta contemporaneo che ha scavato nell’eredità della Merini, anche col supporto della famiglia Pierri, il monologo racchiude gli aspetti più dolorosi della vita della poetessa dei Navigli.

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