Desirée, parla la mamma a Porta a Porta: "Con le cure obbligatorie sarebbe viva"

La donna di Cisterna intervistata nel corso della trasmissione televisiva

"Non ho mai visto mia figlia drogata. Una volta però ho trovato nel suo zaino una carta argentata, le analisi hanno accertato che c'erano tracce di eroina. Quando l'ho scoperto ne ho parlato con lei. Mi ha detto che all'inizio le avevano offerto una cosa che derivava da un fiore ma che lei non sapeva cosa fosse". Sono le parole di Barbara Mariottini, la mamma di Desirée, 16enne di Cisterna trovata senza vita il 19 ottobre 2018 in uno stabile abbandonato nel quartiere San Lorenzo a Roma. La donna è stata intervistata ieri sera, 15 gennaio, nel corso della trasmissione "Porta a Porta". Mentre è ancora in corso il processo ai quattro uomini accusati di omicidio volontario e violenza sessuale, la madre della ragazza parla delle difficoltà e dei problemi di Desirée 

"Ho portata mia figlia al Sert - ha raccontato - ma mi hanno detto che se non era volontaria non poteva essere mandata in comunità. Se ci fosse stata una legge che obblighi il minore a curarsi anche se non lo vuole, e quindi che permetta ai genitori di decidere, mia figlia sarebbe viva". 

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Niente telecamere e pubblico in aula: processo a porte a chiuse

"Sì, c'è stata una lentezza dei servizi sociali. Non riesco a capire come questi servizi non abbiano potuto fare niente - ha aggiunto la donna nel corso della trasmissione -  Nel 2017 mi sono accorta che qualcosa non andava, aveva disturbi nel sonno. Credo che facesse uso di hashish. Ho attivato subito i servizi sociali, la sua psicologa, ma questo non è servito. Da luglio 2018 mi sono allarmata tantissimo. Ho fatto delle denunce sulla situazione alla polizia in cui dicevo che non riuscivo più a gestire mia figlia, per permettere a un giudice di intervenire. Il giudice ha scritto ai servizi sociali quando era troppo tardi".

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