Desirée Mariottini, il Dna lo incastra: nuova accusa di omicidio per il nigeriano Alinno Chima

Arriva ora la conferma ufficiale dalla perizia. Le tracce genetiche sono state trovate su alcune dei reperti sequestrati nello stabile abbandonato di Roma

Torna ufficialmente la contestazione di omicidio a carico di Alinno Chima, il nigeriano in carcere per la morte di Desirée Mariottini, la 16enne di Cisterna trovata senza vita tra il 18 e il 19 ottobre nello stabile abbandonato di via dei Lucani a San Lorenzo.

Dopo le prime notizie sulla perizia trapelate nelle scorse settimane, arriva ora la conferma ufficiale: i risultati del test del Dna effettuati sul corpo della vittima e su una serie di reperti sequestrati nello stabile abbandonato rivelano che la presenza del Dna di Alinno Chima. Tracce genetiche dello straniero coinvolto nella morte della giovane sono state rinvenute su un flacone di metadone e su una cannuccia utilizzata anche da Desirée per fumare crack. Per il nigeriano Alinno Chima il tribunale del Riesame aveva fatto cadere nei mesi scorsi l'accusa di omicidio, ma ora ad incastrarlo ci sono le tracce di Dna. In carcere per omicidio ci sono anche il 27enne Mamadou Gara, il cui Dna è stato trovato sul corpo, sotto le unghie e sui vestiti della 16enne, e il cittadino ghanese Yusef Salia, arrestato e detenuto a Foggia. Per tutti e tre, e anche per Biran Minthe resta anche l'accusa di violenza sessuale, mentre Alinno Chima e Minthe sono accusati anche di spaccio di stupefacenti. 

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