Cisterna: ucciso a calci e pugni perchè faceva rumore, due arresti per l'omicidio di via Moscarello

Operazione degli uomini del Commissariato di polizia: i due connazionali avevano depistato le indagini e ripulito la casa. Erano già pronti a scappare

Lo avrebbero ucciso a pugni e calci perché colpevole di litigare in maniera eccessivamente rumorosa con la compagna, disturbandoli mentre dormivano.

Così, al termine di una condotta dagli uomini del Commissariato di Cisterna, ieri sono stati arrestati in esecuzione di un provvedimento del sostituto Giuseppe Miliano, Dan Puiu, 38 anni e Madalin Bogdan di 19, entrambi rumeni, accusati dell’omicidio del connazionale Constatin Badalau il cui corpo era stato ritrovato in un appartamento di via Moscarello a Cisterna il 4 marzo scorso. Quel giorno gli agenti erano intervenuti su richiesta di personale del 118, che segnalava il decesso di un uomo con evidenti ecchimosi al volto.

Le indagini avviate si sono concentrate da subito sulle amicizie della vittima in particolare sui quattro connazionali che dividevano con lui l’abitazione. I due uomini e le due donne avevano ripulito la scena del delitto e poi avevano cercato di indurre gli agenti a considerare quella morte come dovuta a cause naturali, in particolare per una caduta per ubriachezza. Una versione che non ha convinto gli investigatori che hanno così disposto una serie di intercettazioni telefoniche ed ambientali sia nella sala d’attesa del Commissariato che in un altro locale a Latina, dove i quattro rumeni si erano trasferiti dopo il sequestro dell’abitazione di Cisterna.

Le valutazioni del medico legale, i molteplici interrogatori ed i risultati delle intercettazioni a carico dei connazionali della vittima hanno quindi fatto emergere la drammatica verità: Badalau sarebbe stato massacrato a pugni e calci perché eccessivamente rumoroso. Era inoltre evidente il pericolo di fuga degli indiziati visto che dalle intercettazioni sono emersi contatti con un connazionale autotrasportatore, che per duecento euro a testa avrebbe assicurato un passaggio oltre frontiera in un vano di un Tir per trasporto merci. Uno degli indagati si era già attivato per procurarsi il denaro con la vendita di una roulotte.

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I due rumeni sono dunque stati arrestati e condotti presso il carcere di Latina prima che potessero mettere in atto il piano di fuga. Le due donne sono indagate per favoreggiamento avendo omesso di chiamare immediatamente soccorsi e ripulito la scena del crimine.

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