Traffico di rifiuti, l'inchiesta partita nel 2018 e gli affari della famiglia Del Prete

Il volume degli affari illeciti stimato in 16 milioni, utilizzati per acquistare immobili da un'altra società. I beni sotto sequestro preventivo

E’ una prosecuzione di un’indagine avviata già nel 2018 l’inchiesta sulla gestione illecita di rifiuti da parte della Rottami srl di Cisterna, la ditta di Leopoldo Del Prete e allora gli investigatori erano partiti dal Centro raccolta rifiuti di Mostacciano e seguito le tracce del gruppo criminale che faceva capo a Zajko Sejdovic che sottraeva rifiuti di apparecchiature elettriche e li portava nell’azienda di Cisterna dove venivano conferiti senza alcuna certificazione, come non rifiuti e rifiuti cessati quando invece non erano stati adeguatamente trattati.

L’inchiesta aveva portato, a febbraio 2019, ad una misura cautelare nei confronti di Del Prete, sottoposto all’obbligo di firma. Nonostante ciò l’imprenditore ha continuato ad “ospitare” rifiuti falsamente certificati mentre i controlli stavano continuando con intercettazioni telefoniche e video che alla fine hanno inchiodato lui e le altre 26 persone colpite da ordinanza di custodia cautelare.

Il volume prodotto dagli  affari illeciti della società della famiglia Del Prete è stato stimato in circa 16 milioni di euro e questo denaro, “L’ingiusto profitto degli illeciti” è stato poi utilizzato per l’acquisto di immobili. Ad agire era la Genovi, società del figlio di Leopoldo, Gennaro De Prete, che ha comprato terreni, magazzini e altri immobili con modalità che hanno reso difficile identificare la provenienza illecita del denaro.

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Ora è tutto sotto sequestro preventivo come richiesto dal pm titolare dell’inchiesta: la Centro Rottami srl, i conti correnti della società sino alla somma id 16 milioni di euro per Leopolo e di 910mila euro per il figlio Gennaro. Sigilli anche agli automezzi – 23 in tutto – utilizzati per il traffico illecito, vale a dire per portare i rifiuti nell’azienda.

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