Gaeta, chiusi i lavori del convegno “Wood pellet l’energia del domani”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LatinaToday

Si è svolto a Gaeta il primo convegno internazionale "Wood pellet: l'energia del domani" incentrato sull'importanza di tutelare un prodotto di qualità e la certificazione ENplus A1, al quale hanno partecipato tutti i principali soggetti della filiera, speaker internazionali, enti certificatori di qualità, aziende produttrici, autorità portuali, capitaneria di porto e associazioni italiane e comunitarie di riferimento per questo settore che sta crescendo a ritmo di record.

Un settore che vede Gaeta come primo porto italiano in termini di tonnellate sbarcate da navi in arrivo da fornitori presenti negli Stati Uniti e in Canada. "Un porto che - come ha rimarcato il sindaco Cosmo Mitrano, che ha dato il benvenuto a nome della comunità locale a tutti i numerosi partecipanti - rappresenta un valore aggiunto per tutta la città e per tutta la cittadinanza, in quanto motore economico fondamentale anche per il grande indotto che genera".

Il presidente della Camera di Commercio di Latina Vincenzo Zottola intervenuto per un saluto ha sottolineato l'importanza del mare per il territorio e per tutta la nostra nazione. "Il mare rappresenta la via di uscita dalla crisi economica che stiamo vivendo. Per noi sono state due giornate di grande orgoglio: abbiamo avuto giovedì 5 la consegna dei diplomi della fondazione Caboto a 20 studenti e oggi questa giornata meravigliosa organizzata da intergroup".

Intervenuto anche il presidente di Unindustria Latina Fabio Miraglia che ha sottolineato che il porto rappresenta un hub strategico e vitale per le aziende locali.

Fautore principale del "boom" negli arrivi di pellet è intergroup, che ha fatto gli onori di casa e che ha rimarcato come "il fare del terminal di Gaeta il principale hub italiano in questo emergente settore è per noi motivo di soddisfazione e ci stimola a impegnarci sempre più. Con passione ed energia ci impegnano a investire e a lavorare con passione".

My Fire start up partita da Gaeta nel 2012 e oggi brand leader a livello nazionale in questa bioenergia. "Siamo impegnati nel diffondere in tutta Italia questo prodotto ecosostenibile, grazie a una rete di 20 agenti e a una struttura logistica basata sugli scali di Gaeta, Savona e Ravenna, a magazzini in varie regioni d'Italia e a un sistema organizzativo in grado di raggiungere tutte le regioni del Paese". Nella giornata di oggi è stata anche inaugurata una nuova struttura altamente automatizzata dedicata al packaging e in grado di confezionare velocemente e le migliaia di tonnellate di pellet sbarcati dalle navi e presenti nel warehouse principale di Gaeta. Si tratta di un investimento importate realizzato con la migliore tecnologia italiana e Giapponese.

"Il mercato chiede prodotti di qualità e prodotti certificati. Per questo motivo - ha detto Gilles Gauthier, arrivato da Bruxelles dall' European Pellet Council,- per assicurare lo sviluppo del settore servono prodotti di qualità, certificati a livello internazionale. L'obiettivo della nostra associazione - che racchiude 18 associazioni di vari paesi europei - è quello che proteggere il corretto sviluppo di questo prodotto, privilegiando quelle aziende che puntano a perseguire una qualità non soltanto del prodotto pellet ma anche di tutto il percorso che va dalla produzione, alla logistica fino al trasporto via terra ai distributori".

In Italia è stato Gaeta, insieme al prodotto MyFire, a ottenere per la prima volta in Italia la certificazione europea EN Plus A1, rilasciata da Enama (Ente Nazionale per la Meccanizzazione Agricola). Una certificazione che sancisce la forza del terminal della città del basso Lazio in questo settore delle energie rinnovabili.

Ed è proprio questo uno dei fattori che sta incidendo maggiormente sul boom del consumo di wood pellet in tutta Europa - Italia compresa - e del conseguente aumento della produzione a livello internazionale. Basti pensare che nel giro di 12 anni tale produzione è più che decuplicata, passando da 1,8 milioni di tonnellate del 2000 agli oltre 22 milioni del 2012 (di cui poco più della metà prodotti nell'Unione Europea), con dati che indicano una crescita anche nel 2013 e nel 2014. Per quanto riguarda i consumi, il vecchio Continente fa la parte del leone, con circa il 70% del totale generale.

Fra gli speaker intervenuti sul palco anche l'Austriaca Anne Leibold, Owner, proprietaria del più grande produttore mondiale di pellet con 2,4 milioni di tonnellate annue e 19 siti produttivi sparsi tra Europa e Stati Uniti (Texas e Louisiana).

"German Pellet è nata nel 2006, e oggi ha 650 collaboratori e fattura 560 milioni di euro annui. Ormai i wood pellet sono entrati di prepotenza tra le principali fonte energetiche, risultando molto convenienti non solo dal punto di vista dell'efficienza energetica, quanto anche da quello della economicità, della sicurezza e della eco sostenibilità. Basti pensare che le emissioni di CO2 dei wood pellet sono pari a 31 g/KWh, contro i 403 grammi del carbone marrone e i 242 del gas naturale. In Italia operiamo grazie al nostro partner logistico intergroup, che attraverso i porti di Gaeta, Savona e Ravenna cura la distribuzione in tutta Italia del prodotto MyFire".

Nel convegno di oggi - ospitato presso il quartier generale intergroup di Gaeta - è intervenuto anche Marino Berton, presidente Aiel (l'Associazione Italiana Energie Agroforestali) e referente per le politiche energetiche nei rapporti con le Istituzioni. "Il consumo di prodotti rinnovabili sta aumentando notevolmente, soprattutto per quanto riguarda i pellet. E di conseguenza aumentano anche le caldaie in grado di bruciare questo materiale. In Italia sono installati oltre 10,6 Milioni di sistemi di riscaldamento domestico a biomasse, il 20% sono alimentati a pellet". Il presidente Aiel ha anche sottolineato il fatto che il flusso di navi provenienti dal nord America con carichi di pellet è cresciuto e crescerà ancora nel prossimo futuro, confermando che il terminal portuale di Gaeta manterrà la leaderhip in Italia, rimanendo il principale punto di riferimento e di transito.

Ma come funziona la certificazione EN Plus? "E' l'unica certificazione europea del pellet" ha detto Roberto Limongelli, responsabile dell'organismo di certificazione Enama. "Nata nel 2010, è gestita da EPC, l'organismo centrale europeo che garantisce funzionamento e caratteristiche identiche in tutti i paesi del vecchio Continente. E' a garanzia dell'intero processo produttivo e distributivo dal ricevimento della materia prima al conferimento al consumatore finale". I vantaggi per il consumatore? Il controllo dell'intero processo effettuato da un ente terzo e indipendente quale Enama dà maggiori garanzie di disporre di un prodotto la cui qualità viene verificata nel tempo grazie ad una continua azione di sorveglianza periodica, prevista dallo schema Enplus e che caratterizza l'attività di certificazione.

Che così il pellet?

I wood pellet sono l'avanguardia del riscaldamento domestico e industriale per ecologia, risparmio e qualità. A parità di volume, il potere calorifico del pellet è circa il doppio di quello del legno nei confronti del quale rappresenta un forte miglioramento di tipo ecologico. Un altro vantaggio è che il consumo d'energia necessario alla produzione e alla distribuzione del pellet partendo da resti secchi del legno è di circa il 2,7% dell'energia finale, molto minore di quello richiesto dal metano o dal gasolio (circa 10% e 12% rispettivamente).

Qualche dato sul pellet

Emissioni di Co2

Energie

Emissioni di CO2

Olio combustibile

310 g/kWh

Gas naturali

242 g/kWh

Carbone nero

335 g/kWh

Carbone marrone

403 g/kWh

Wood Pellets

31 g/kWh

Previsioni di consumo (milioni di tonnellate)

2010 2015 2020

Europa occidentale 11 24 35

Nord America 3 4 6

Giappone e S. Corea 0 4 6

In Italia

Consumo pellets: nel 2012, 2,5 milioni di tonnellate (Germania 1,7 mln di t; UK 3,5 mln)
Consumo pellets: nel 2013, 3,29 mln di tonnellate (il 96% dei quali a livello domestico)
Secondo più grande importatore di pellet in Europa (circa 1,3 mln di tonnellate nel 2012)
Il più grande mercato per le stufe a pellet (1,5 mln di unità nel 2012 + 200mila all'anno)
Importa pellet da oltre 40 Paesi, anche se una dozzina di essi rappresentano il 90% del mercato.

Costo dell'energia primaria (€ MW/h)

GPL domestico 255
Gasolio da riscaldamento 148
Metano domestico 83
Pellet in autobotte 62

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