Caso sospetto di Coronavirus, sindaco di Formia: “Negative le prime analisi sul giovane”

E’ il primo cittadino Villa a fornire gli aggiornamenti sulla situazione del ragazzo ricoverato a Roma da lunedì sera: “Le analisi saranno ripetute; lo Spallanzani sta seguendo con molta cautela il tutto. Assurdo farsi prendere dalla psicosi"

Sono state effettuate in questi i giorni, e sono risultate negative, le prime analisi sul giovane di Formia ricoverato da lunedì sera all’ospedale Spallanzani di Roma per sospetto Coronavirus. A fornire i primi aggiornamenti sulla situazione è lo stesso sindaco Paola Villa che, attraverso un post sulla sua pagina Facebook, interviene anche per evitare facili allarmismi in città. 

Il ragazzo, rientrato da alcune settimane da Shangai, avendo riscontrato alcuni sintomi influenzali nella serata di lunedì 10 febbraio ha chiamato il 118 e con l’ambulanza è stato portato direttamente da casa presso il nosocomio capitolino. 

“Il protocollo seguito - spiega il sindaco Villa - è quello istituito dall'Istituto Superiore di Sanità, il paziente da casa è stato portato direttamente al nosocomio di Roma, non ha transitato dall'Ospedale Dono Svizzero di Formia. Importante - prosegue - era avere pazienza ed aspettare i primi risultati delle analisi fatte nella giornata di ieri e ripetute nella giornata di oggi, fino ad ora le analisi sono negative, pertanto fino a questo momento si esclude la presenza del virus. Chiaro che le analisi saranno ripetute, chiaro che lo Spallanzani sta seguendo con molta cautela il tutto”.

Ma il primo cittadino ci tiene a puntualizzare e mettere in chiaro una cosa: “prima di tutto - scrive ancora - non va violata la privacy delle persone, la famiglia coinvolta ha seguito in modo dettagliato il protocollo e non deve essere soggetta a sciacallaggio ed invadenza della propria libertà che va invece tutelata. Poi è veramente assurdo farsi prendere dalla psicosi di una fantomatica 'epidemia cittadina', che oggi non ha basi mediche e scientifiche di esistere. Il buon senso dice di seguire i protocolli, di credere alle notizie ufficiali divulgate da chi è deputato a darle, e soprattutto ci dice di non diffondere panico e allarmi ingiustificati, soprattutto nei luoghi pubblici e nelle scuole cittadine”.

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