Crisi e aziende all’asta, l’allarme: “Attenzione alle mani della mafia”

Quattro associazioni - Cra, Dignità sociale, Cittadini contro le mafie e Comitato Caponnetto - manifesteranno giovedì davanti al tribunale di Latina: "Segnaleremo situazioni alla Dia"

Elvio Di Cesare, Antonio Turri, Danilo Calvani e l'avvocato Alessandro Saieva nella conferenza di oggi

Una manifestazione “a sostegno delle innumerevoli aziende agricole e delle attività economiche che si trovano sotto le procedure di vendita all’asta a causa della stringente crisi economica”. A mobilitarsi per questa ragione sono quattro associazioni dalla provenienza variegata – Cra, Dignità sociale, I cittadini contro le mafie e la corruzione, Comitato antimafia “Antonino Caponnetto” – che giovedì mattina si ritroveranno per manifestare davanti al tribunale di Latina. E lanciano un allarme: “Le aziende attualmente in fase di procedura di fallimento o già in fase di vendita all’asta possono diventare facile obiettivo della criminalità mafiosa o di coloro i quali dispongono di capitali comunque illecitamente accumulati. Tutto questo a scapito dell’economia legale e delle imprese storiche di questa provincia”.

“Da 15 anni lanciamo questo allarme – sottolinea Turri – e per tanto tempo è stata negata l’esistenza delle infiltrazioni mafiose in questa provincia. Latina è stata la prima terra a sperimentare la presenza contemporanea delle tre vecchie grandi organizzazioni mafiose, la camorra, la ‘ndrangheta e la mafia”. Una situazione alimentata soprattutto tramite la pratica del trasferimento dei pregiudicati in terra pontina con i provvedimenti di soggiorno obbligato. “Le vecchie mafie – aggiunge Turri – si sono insediate e hanno contaminato anche il territorio pontino”.

Le quattro associazioni nutrono forti preoccupazioni per quello che potrà comportare il riordino istituzionale legato all’accorpamento delle province di Latina e Frosinone. “L’eliminazione della Provincia di Latina – rimarca Turri – comporterà la perdita della Questura. Da Frosinone a Roma non ci sarà più un presidio sul territorio. Contro questa decisione chiediamo alla politica e allo Stato di metterci la faccia, noi come cittadini lo stiamo facendo”.

“Da almeno 15 anni – ripete Elvio Di Cesare del Comitato antimafia “Antonino Caponnetto” di Latina – i gruppi della criminalità organizzata stanno assaltando questa provincia. Gran parte dell’economia, soprattutto nell’edilizia e nel commercio, è in mano all’illegalità. E non si tratta più solo di personaggi trapiantati dall’esterno, ma anche di soggetti locali”. Per Di Cesare occorre porre molta attenzione sul possibile tentativo della criminalità di mettere le mani sui beni delle aziende che falliscono. “Bisogna stare attenti – afferma – a chi si è già presentato alle aste giudiziarie. I gruppi criminali utilizzano dei prestanome per manifestare l’interesse e rilevare i beni e le aziende che vanno all’asta”.

“Questo è l’assalto finale all’economia della provincia di Latina – avverte Di Cesare – e dopo le proprietà immobiliari, ora sono le aziende agricole a venire attaccate. Per questo cominceremo a segnalare queste situazioni alla Dia e alla Procura nazionale antimafia”.

Danilo Calvani, presidente dei Cra e segretario di Dignità sociale, spiega perché le quattro associazioni si sono trovate a manifestare insieme: “È giusto che le persone perbene si uniscano. Non si può togliere il tetto e la terra a chi si trova in difficoltà: li tolgano ai mafiosi e ai politici corrotti. La situazione non è più sopportabile: è necessario combattere tutti assieme per difendere la nostra Costituzione”.

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