Defibrillatori, scoppia il caso: apparecchi comprati e mai utilizzati

Acquistati e donati ai Comuni dalla Provincia ancora non sarebbero mai stati utilizzati perché le amministrazioni non avrebbero fatto svolgere i corsi di formazione

Defibrillatori consegnati due mesi fa e mai utilizzati perché i Comuni non avrebbero fatto svolgere al personale dei corsi di formazione. Questo è il "caso" riportato oggi dal quotidiano Il Messaggero.

Secondo quanto si legge sulle pagine del quotidiano le lezioni prevedrebbero un rimborso spese all’Ares 118, l’azienda regionale che si occupa sia dell’intervento sul territorio in caso di urgenza che proprio della formazione del personale, ma di fatto ancora non sarebbero mai avvenute.

Il problema ruota proprio intorno a questo punto. Infatti secondo il presidente della Provincia, gli strumenti acquistati dallo stesso Ente e donati ai Comuni, sarebbero dovuti essere operativi nell’immediato, mentre oggi pare che dal momento della consegna nulla sia cambiato, con i Comuni stessi che avrebbero chiesto “lumi” su come pagare i corsi all’Ares 118.

E così, come si legge dalle pagine de Il Messaggero, se da un lato c’è chi ha aderito immediatamente come Ventotene - l’unico centro nel quale si può già programmare la giornata di formazione – dall’altro c’è chi, invece, vorrebbe addirittura restituire il defibrillatore avuto, come il Comune di Cori.

Ma ancora, ci sarebbe anche chi sostiene che dato che la Provincia ha fornito i defibrillatori, è lo stesso Ente che si dovrebbe occupare del pagamento dei corsi. Insomma, va bene formare il personale e avere a disposizione uno strumento in grado di salvare la vita, ma senza tirar fuori un euro dalle casse comunali.

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Un’incomprensione? Si chiedono dal quotidiano. Sembra proprio di sì, anche se questa vicenda assume il sapore della beffa.

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