Formia, Parco De Curtis: tra degrado e riqualificazione

Il 4 Dicembre la protesta dei cittadini per chieder al Comune un capitolo specifico del bilancio per la manutenzione e la pulizia dell'area, e la realizzazione di un progetto partecipato

Un momento della protesta dei cittadini al Parco De Curtis (foto C. Soccodato)

Nella mattinata di domenica 4 dicembre il parco Antonio De Curtis, da tempo abbandonato alla propria solitudine, è tornato a vedere i volti dei cittadini formiani.
Merito del comitato "Apriamo gli spazi alla cultura" che ha già fatto parlare di sé per le diverse manifestazioni relative alla riappropriazione degli spazi pubblici, come il teatro Remigio Paone e l'auditorium sito in via Olivastro Spaventola.

“Giardinaggio sovversivo”, laboratorio di pittura, teatro, musica: queste le attività simboliche con le quali si è portata avanti la protesta per lo stato di abbandono del polmone verde di Gianola. Estranea alla giornata di festa è rimasta, tuttavia, la Casa del Parco; la struttura interna a due piani è stata infatti negata ai manifestanti dal Comune, la motivazione comunicata dal sindaco è stata l'assenza di elettricità.

Restano, però, inspiegabili le cause che hanno portato un parco di oltre tre ettari e il relativo immobile a un tale stato di degrado. L'area sarebbe dovuta essere destinata ad un centro sociale per giovani e bambini, risulta invece inutilizzata, priva di manutenzione, pulizia e cura. Il Parco, dopo una lunga battaglia, è stato riconsegnato ai cittadini nel 2005; inoltre un finanziamento della Regione Lazio ha permesso di ristrutturare la Casa del Parco, la quale è stata anche dotata di attrezzature per i bambini del quartiere. Nonostante ciò la struttura è ancora chiusa.

Inoltre, per quanto l'area sia di proprietà della Regione Lazio, la gestione è stata affidata al Comune di Formia nel 2006. Questo è bastato a far adirare i cittadini davanti alla visione dello stato di abbandono in cui versa il parco. Dall'indignazione all'azione il passo è stato breve, ed ecco una cinquantina di persone darsi appuntamento nei pressi dell'area verde della loro città. Spettacoli per intrattenere i residenti del quartiere; pittura per divertire i bambini; giardinaggio per prendersi cura del proprio parco e per ricordare a chi di dovere come si fa.

Una domenica mattina atipica, ricca di attività e di sorrisi, ma anche di richieste importanti. Due su tutte risultano particolarmente degne di nota: la richiesta al Comune di un capitolo specifico del bilancio per la manutenzione e la pulizia dell'area, e la realizzazione di un progetto partecipato.

I tanti fiori piantati durante il sit-in sono diventati l'emblema della manifestazione: la speranza di una fortunata rifioritura del parco e la voglia di riavere un area accogliente che torni a sorridere ai propri cittadini.

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