Desirée, il pusher romano resta in carcere ma si difende: "Non ero lì quella notte"

Per Marco Mancini, 36 anni, cade però l'aggravante della cessione di droga a una minorenne. Arresto convalidato. Attesa per il riesame di Mamadou Gara

Resta in carcere il 36enne romano Marco Mancini, il pusher arrestato nei giorni scorsi nell'ambito delle indagini sulla morte di Desirée Mariottini, la 16enne di Cisterna trovata senza vita in uno stabile abbandonato nel quartiere San Lorenzo a Roma. Cade però a suo carico l'aggravante della cessione di droga a una minore. E' quanto ha deciso il gip Maria Paola Tomaselli al termine dell'interrogatorio di garanzia al carcere di Regina Coeli. Il fermo del pusher è stato convalidato e il giudice ha confermato la misura cautelare in carcere, facendo però cadere l'aggravante che era stato contestato dalla Procura.

“Non ho dato droga a Desirée e non ero lì quella notte” avrebbe detto il 36enne romano difendendosi nel corso dell'interrogatorio che si è tenuto questa mattina. L’uomo quindi negato ogni addebito respingendo le accuse e affermando che la notte in cui la ragazza è morta, tra il 18 e il 19 ottobre, non si trovava nello stabile abbandonato in via dei Lucani, nel quartiere San Lorenzo a Roma.

I giudici del tribunale del Riesame si sono invece riservati sulla richiesta di scarcerazione avanzata dai legali della difesa di Mamadou Gara, il senegalese arrestato a Roma lo scorso 25 ottobre. Gli inquirenti contestano i reati di omicidio volontario, violenza sessuale di gruppo e cessione di sostanze stupefacenti. Ma proprio ieri un altro collegio del riesame ha fatto cadere per gli altri due arrestati, Chima Alinno e Brian Minthe, l’accusa di omicidio riformulando quella di violenza sessuale in abuso aggravato dalla minore età della vittima.

Intanto, il cittadino ghanese Yusif Salia, arrestato a Foggia il 26 ottobre, si è dichiarato completamente estraneo alle accuse. Nei giorni scorsi, ascoltato per rogatoria dal giudice della città pugliese, ha ammesso di aver avuto rapporti sessuali con la ragazza ma di natura "consensuale". 

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Spot
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Intanto – secondo quanto si è appreso a piazzale Clodio – Yusif Salia, il ghanese di 32 anni arrestato nei giorni scorsi a Foggia si è dichiarato completamente estraneo alle accuse. Sentito per rogatoria dal giudice della città pugliese ha ammesso di aveva avuto con la ragazza un rapporto sessuale, ma di natura consensuale. Il giorno dell’arresto, avvenuto nella zona Borgo Mezzanone, lo straniero è stato trovato in possesso di un ingente quantitativo di sostanze stupefacenti. Il 32enne ha ammesso di aver conosciuto la 16enne qualche tempo prima della sua morte e di aver avuto con lei un rapporto sessuale consensuale nel giorno del delitto ma di non sapere cosa sia successo dopo. Ha anche dichiarato di aver saputo della morte della ragazza al suo rientro a Roma dopo una giornata trascorsa fuori città e ha aggiunto di non sapere nulla della droga che è stata trovata e sequestrata al momento del suo arresto.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Coronavirus Latina, 227 i contagiati in provincia. Nel Lazio 173 casi positivi in un giorno

  • Coronavirus Latina: 237 contagi in provincia, 195 casi positivi in più nel Lazio in un giorno

  • Coronavirus, è morto il Paziente 1 di Fondi: era uno dei partecipanti alla festa di Carnevale

  • Coronavirus Latina: 193 i casi positivi nella provincia pontina, 1540 in tutto il Lazio

  • Coronavirus Fondi: il termoscanner individua un positivo al Mof, 140 screening su casi sospetti

  • Coronavirus, prima vittima a Latina: era un dipendente dell'Inps. Morto anche un anziano di Fondi

Torna su
LatinaToday è in caricamento