Dormitorio a rischio chiusura? Valore Donna: “Spieghi il Comune”

L'allarme per a struttura di via Aspromonte lanciato dal presidente dell'associazione che lancia l'hashtag #vergognatotale per sollecitare una risposta dal Comune e per indurlo a non chiudere il dormitorio

Il dormitorio comunale di via Aspromonte

Dormitorio comunale a rischio chiusura? A lanciare l'allarme circa la possibile chiusura della struttura di viale Aspromonte a dicembre, è l’associazione Valore Donna.

“I Servizi sociali non sono stati mai in grado, finora, di dare risposte concrete per l'emergenza abitativa, per gli sfrattati e per i nuovi poveri - ha commentato il presidente dell’associazione, valentina Pappacena -. Il caso di via Respighi ne è stato un esempio lampante.

Inoltre, a quanto mi risulta non regge la scusa 'ufficiale' che le assistenti stanno facendo passare tra le persone che occupano la struttura di via Aspromonte, cioè la mancanza di fondi a causa delle dimissioni del sindaco Giovanni Di Giorgi. La realtà è un'altra: sembra che il Comune abbia vinto un bando per ospitare i rifugiati politici, servizio che viene affidato ai Comuni dietro rimborso. Adesso l'ente di Piazza del Popolo ci confermi o smentisca questa notizia. Aspettiamo risposte dal sindaco, seppure dimissionario, e dall'assessore, seppure con una delega in bilico”.

Se la realtà, il motivo della possibilità della chiusura del dormitorio pubblico è davvero l'arrivo dei rifiugiati, Pappacena esprime una riflessione: “È questo il futuro che vogliamo per Latina, dove un Comune abbandona i suoi cittadini più bisognosi per arraffare pochi spicci? Sicuramente anche i rifugiati hanno bisogno di ricovero, ma non ci sembra opportuno cacciare via chi, in città, ha bisogno di assistenza e di quel servizio essenziale soprattutto nelle fredde notti invernali. Si trovi un'altra sistemazione per gli eventuali nuovi arrivi.

Ma soprattutto non si abbandonino i nostri poveri, non si mettano di nuovo in mezzo a una strada le persone senza un tetto. Attualmente ci sono 15 uomini e nessuna donna nel dormitorio, ma l'utenza con l'arrivo del freddo è destinata ad aumentare”.

Pappacena ha lanciato un hashtag su Facebook: #vergognatotale ed invita tutti coloro che si sentono indignati dalla chiusura del dormitorio a scrivere un commento sui propri social network seguito dallo stesso hashtag per sollecitare una risposta dal Comune e per indurlo a non chiudere la struttura di assistenza ai senzatetto.

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