Ecomafia, a Latina il triste primato per l’abusivismo edilizio nel Lazio

Presentato questa mattina a Roma da Legambiente il rapporto Ecomafia 2017. Il Lazio si conferma la quinta regione nel Paese per reati ambientali; male la provincia pontina per reati legati al cemento, prima in regione e quinta in tutto il Paese

(foto archivio)

Il Lazio si conferma la quinta regione nel Paese per reati ambientali, e la prima nel centro Italia, con 2.241 infrazioni accertate, 6,1 al giorno. Male anche la provincia pontina che nella nostra regione detiene il primato per l’abusivismo edilizio (5° in Italia). 

Sono solo alcuni dei dati del rapporto Ecomafia 2017 che Legambiente ha presentato questa mattina a Roma. 

Anche nel Lazio, come in tutta Italia, si abbassano il numero di infrazioni complessive ai danni dell’ambiente grazie all’effetto positivo della legge sugli ecoreati nel codice penale, ma “la nostra regione - spiega Legambiente - si conferma la 5° dopo quelle a tradizionale presenza mafiosa, per numero di reati complessivi, la prima nel centro Italia. Sono infatti nel Lazio 2.241 le infrazioni accertate nel 2016 con 1815 denuncie, 25 arresti, 448 sequestri. Complessivamente i reati ai danni dell’ambiente calcolati nel 2016, 2.241 con questo dossier, sono comunque lievemente in calo rispetto all’anno 2015 quando erano 2.430”.

IL CICLO DEI RIFIUTI

E’ ancora il ciclo dei rifiuti a vedere il maggior numero di reati ecomafiosi nel Lazio, 3° in classifica con 533 infrazioni che hanno portato a 564 denunce, 19 arresti e 180 sequestri; nella regione spiccano le performance delle provincie Roma (al 3° posto con 199 reati) e Frosinone (9° posto con 101 infrazioni). Subito dietro Latina, terza nel Lazio appunto, con 70 infrazioni accertate, 68 denunce e 33 sequestri 

“La nostra regione continua ad essere la prima dopo quelle a tradizionale presenza mafiosa, per il numero di reati legati all'ambiente, e a fronte di una lieve flessione, i numeri raccontano comunque di una forte presenza ecomafiosa nel Lazio” dichiara Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio. In particolare, la realtà dei reati legati alla malagestione dei rifiuti, prosegue Scacchi “dimostra quanta strada ci sia da fare e quale urgenza le amministrazioni devono avere nell'avviare un ciclo sano e virtuoso dei rifiuti perché ogni giorno senza estensione del porta a porta, centri di riuso sani e impiantistica adeguata, è un giorno in più per le ecomafie”

LATINA E L’ABUSIVISMO EDILIZIO

I reati legati al ciclo del cemento, e quindi all’abusivismo edilizio, vedono il Lazio al 4° posto con 375 infrazioni (erano 514 nel 2015), 462 denunce e 162 sequestri, ed è Latina la peggior provincia, al 5° posto nella graduatoria provinciale con 144 infrazioni accertate lo scorso anno, 179 denunce e 77 sequestri.

UNO SGUARDO AL RESTO DEL DOSSIER

“Sono moltissimi - prosegue ancora Legambiente - anche i reati ai danni della fauna, per i quali il Lazio è la sesta regione e le infrazioni sono 471, dalle quali sono derivate 410 denunce, 2 arresti e 88 sequestri. Roma è la 3° peggior provincia con 300 infrazioni. Per gli incendi dolosi e colposi, purtroppo sempre più all'ordine del giorno nelle cronache regionali, il Lazio occupa un poco onorevole 4° posto con le sue 436 infrazioni (440 nel 2015), 20 denunce, 3 arresti e 1 sequestro. Sono poi le Archeomafie e quindi i furti e reati ai danni del patrimonio storico-archeologico, che quest’anno fanno raggiungere al Lazio il primo posto assoluto nella classifica tra le Regioni a causa degli 80 furti avvenuti.

Triste primato per il Lazio che sale al 1° posto (3° secondo il precedente rapporto) per la corruzione in materia ambientale, tra il 1 gennaio 2010 e il 31 maggio 2017 nella regione sono stati 391 gli arresti, 401 le denunce e 35 i sequestri legati proprio alla corruzione ambientale”.

L’ANALISI DI LEGAMBIENTE

“I numeri sull’abusivismo edilizio scendono positivamente nel Lazio ma bisogna aumentare ulteriormente i controlli e le denunce per azzerare questa piaga che ha devastato i territori. Sono rimaste le stesse invece le cifre degli incendi dolosi e colposi, con l’aggravante che questi incendi sono e saranno sempre più devastanti vista l’evidente diminuzione degli eventi piovosi che stiamo vivendo. Il record di archeomafie poi, racconta di un enorme patrimonio storico del Lazio che va messo maggiormente in sicurezza. È invece molto preoccupante che per corruzione in materia ambientale, il Lazio raggiunga un triste primato rispetto allo scorso anno. I Comuni possono e devono fare ancora molto – conclude Scacchi -, nel monitoraggio del territorio e nella denuncia degli illeciti, bene la Regione Lazio per il recente protocollo con la Corte d'Appello di Roma proprio a contrasto degli ecoreati, torniamo a chiederle anche di far ripartire l’Osservatorio Ambiente e Legalità, per dare uno strumento importante in più ai cittadini e alle amministrazioni”.

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