Emergenza idrica nel sud pontino, riunione presso l’Ato4

Presenti all'incontro il presidente e l'assessore all'Ambiente della Provincia, l'assessore regionale Mattei e i sindaci di SS Cosma e Damiano, Castelforte, Spigno Saturnia, Minturno, Formia e Gaeta

In virtù dell'emergenzaidrica attraversata dal sud pontino nel corso di quest’estate - rientrata la scorsa settimana con le abbondanti piogge -  si è tenuto stamattina, presso la segreteria tecnica dell'Ato4, un incontro promosso dal presidente della Provincia Armando Cusani. La richiesta era giunta direttamente dai sindaci del sud pontino, per trovare soluzioni urgenti allo stato di criticità idrico dell'area.

Hanno partecipato, oltre al presidente Cusani, l'assessore regionale all'ambiente Marco Mattei, l'assessore provinciale all'Ambiente Gerardo Stefanelli e i sindaci dei Comuni di SS Cosma e Damiano, Castelforte, Spigno Saturnia, Minturno, Formia e Gaeta.

Nel corso del confronto, il sindaco di Formia Michele Forte ha fatto espressamente richiesta di “liberare risorse pubbliche per investimenti puntando al superamento delle problematiche legate alle attuali infrastrutture che devono essere rese più efficienti”; con l’obiettivo prioritario, di “avere minori disagi per i cittadini migliorando la qualità del servizio anche in ottica turistica”.

Successivamente, su richiesta del presidente Cusani, i sindaci hanno poi esposto al gestore le possibili soluzioni alle problematiche di approvvigionamento e di servizio all'area.

Il sindaco di Minturno Paolo Graziano ha proposto il progetto di sviluppo della cisterna per la fornitura di acqua potabile alla sorgente di Genzano, già inserito nel piano di investimento (in ordine al 2014), con il gestore ha tuttavia anticipato la predisposizione della sorgente “per l'erogazione di acqua a uso non potabile”.

Il primo cittadino di Castelforte, Patrizia Gaetano, ha invece chiesto la riattivazione completa della sorgente Forma del Duca di Suio, chiusa da due anni. Anche in questo caso, l'intervento è già nel piano urgenze. Inoltre, il gestore ha prospettato l'attivazione di un nuovo campo pozzi in località Venticinque Ponti.

Tutte le istituzioni presenti all'incontro hanno convenuto sulla necessità di intervenire in modo urgente per arginare le perdite di acqua sia fisiche (a livello infrastrutturale) sia amministrative (allacci abusivi).

“Il gestore – fa sapere la Provincia - ha fatto presente che le risorse attualmente a disposizione (per un impegno di 10,5 milioni di euro) non sono tuttavia sufficienti a garantire per intero gli interventi di risanamento messi a voce. Per la parte eccedente la quota già approvata in sede di Conferenza dei Sindaci è stato votato il ricorso ad un piano operativo per individuare nuovi canali di finanziamento”.

L'assessore Mattei ha riconosciuto l'impegno profuso dall'Ato4 riguardo alla depurazione e dearsenificazione sulle reti del sud pontino ed ha formalmente preso impegno “nell’affiancare i Comuni del comprensorio nel reperimento delle risorse necessarie al compimento di questa fondamentale opera”.

“Al termine della riunione il presidente Cusani e l’assessore Stefanelli hanno proposto di anticipare entro il 2013 la realizzazione di tutti gli interventi contenuti all’interno del “piano d’urgenza”. Ricordando, nello specifico, lo studio di fattibilità e realizzazione del nuovo pozzo Minturno (200.000 euro) previsto per il 2014, il potenziamento di Capodacqua (300.000 euro) previsto per il 2013, l’impianto di dearsenizzazione di Forma del Duca (500.000 euro), previsto per il 2014, la ricaptazione della sorgente Mazzoccolo (1.500.000 euro) prevista tra il 2013 e il 2015, il recupero delle dispersioni fisiche e la mappatura delle reti nel sud Pontino (8.000.000) prevista tra l’anno 2013 – 2015, per un totale di 10.500.000 euro”.

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“Per anticipare tutti i lavori del Piano d’urgenza – concludono dalla Provincia - servono 10.500.000 euro, dei quali 5.500.000 già previsti nel piano d’investimento, i restanti 5.000.000, l’assessore all’ambiente Mattei si è impegnato formalmente nel ricercarli all’interno delle pieghe del bilancio regionale”.

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