Mareggiata al lido, Cirilli: “Cronaca di una morte annunciata”

L'assessore all'Ambiente più volte nei mesi scorsi si era rivolto alla Regione per chiedere la ripresa dei lavori al lido, per non mettere a rischio la stagione, e i motivi dell'interruzione: "Ora siamo al fianco dei balneari"

L'assessore Cirilli durante la conferenza stampa

Cronaca di una morte annunciata”. Con queste parole l’assessore all’Ambiente del Comune di Latina, Fabrizio Cirilli, ha sintetizzato quanto accaduto sul litorale di Latina, devastato nelle scorse ore da una violenta mareggiata che ha divorato la spiaggia, sommerso lettini, ombrelloni e tutte le attrezzature creando non pochi danni agli stabilimenti e preoccupazione negli operatori balneari proprio all’inizio della stagione estiva.

Oltre un chilometro il tratto seriamente a rischio - più o meno dall’altezza dello stabilimento della Polizia di Stato fino a circa 200 metri a sud dell’incrocio con via Casilina -; un tratto che ben presto potrebbe anche estendersi se non si interviene con immediatezza.

E proprio fare il punto sugli interventi, su quanto è stato fatto e soprattutto su quanto non è stato fatto, che questa mattina l'assessore ha voluto incontrare la stampa, dopo un faccia a faccia con gli stessi operatori balneari.

GLI INTERVENTI MANCATI - “E’ da gennaio, cioè da quando si è iniziato ad intravedere il rischio di non realizzare ciò che era non solo stato progettato, ma ancor prima previsto in continuità dell’intervento fatto nell’anno prima, e programmato nei tempi - da gennaio a giugno -, finanziato e appaltato con tanto di impresa e mezzi pronti e poi inspiegabilmente bloccato, se non per motivi tecnico-amministrativi, che costantemente tengo alta l’attenzione sulla situazione del litorale” ha spiegato questa mattina l’assessore Cirilli cercando di disegnare il quadro di quanto sta accadendo.

“Dopo 10 anni di immobilismo e con una Regione, che devo dire, si è sempre dimostrata progettualmente attenta, insieme all’amministrazione comunale si era ripartiti daccapo con un progetto organico che prevedeva la risistemazione dei pennelli posizionati con somma urgenza, il posizionamento di sabbia che andasse a ricreare il fondale - sono stati posizionate 40mila metri cubi di sabbia prelevata a Foce Verde a cui avrebbero dovuto fare seguito altre 75mila già finanziate e appaltate e mai posizionate - e la pianificazione di un intervento che facesse in modo che il danno attenuato si andasse come un elastico a ripercuotere sulla linea di costa non a ridosso di case e attività ma a 20 metri. Un progetto messo in campo con la Regione - spiega ancora Cirilli - poi bloccato e che se fosse stato completato avrebbe fatto sì che quello che è accaduto ieri sera sarebbe accaduto lo stesso, ma nel punto giusto, rendendolo innocuo per la costa”.

GLI INTERVENTI IN PROGRAMMA

Questi quindi gli interventi che erano stato progettati ma che di fatto sono stati attuati solo in parte: manca infatti, la terza parte del programma, “quella proposta dal Comune che consisteva nel creare la linea di battigia 2003 con l’amministrazione che sottoscriveva l’impegno a mantenerla”. Ora per motivi tecnico-amministrativo - che consistono nel cambiamento del meccanismo di costituzione e di impegno di bilancio della Regione Lazio sugli interventi -, quindi tutto è fermo nonostante i numerosi incontri tra Comune e Regione che si sono susseguiti negli ultimi mesi.

Siamo quindi arrivati dove siamo arrivati sotto l’indifferenza di tutti - ha poi proseguito l’assessore -. Ma da tempo noi stiamo lanciando l’allarme e oggi i fatti parlano; dopo una prima apertura della Regione che ci aveva permesso di ritornare a lavorare bene, tutto si è fermato e adesso la questione c’è e rimane perché non si potrà intervenire prima di ottobre quando il problema si ripresenterà dall’inizio sperando che il mare nel frattempo non divori i 40mila metri cubi già posizionati”.

GLI APPELLI DI CIRILLI

GLI OPERATORI BALNEARI - E i più preoccupati a questo punto sono proprio gli operatori balneari che sono sul piede di guerra e che questa mattina si sono riuniti spontaneamente e hanno incontrato lo stesso assessore Cirilli da cui hanno ricevuto il sostegno. “Se gli operatori decideranno di scendere in strada e di incatenarsi davanti la Regione hanno ragione perché noi sin dal 2003 avevamo messo in piedi un sistema perfetto, infangato per 10 anni, poi ripreso e di nuovo sospeso e bloccato. Il danno per loro non è legato solo al contingente dal momento che si trovano anche a pagare sul demanio su un tratto che è doppio rispetto alla spiaggia di cui effettivamente possono fruire. 

IL COMUNE - Quali interventi ha in programma il Comune a questo punto? “L’unica cosa che possiamo fare come Comune - spiega Cirilli - è quello di certificare i danni e di rivolgerci di nuovo alla Regione per capire cosa questo atteggiamento sta creando sul nostro territorio: abbiamo concessioni demaniali che hanno una superficie fruibile che è la metà di quella per cui pagano il canone e abbiamo a rischio una fetta di territorio che potrebbe ripercuotersi anche sui giudizi per la Bandiera Blu.

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