Guardia di finanza, lotta all'evasione fiscale: in 3 anni occultati redditi per 500 milioni

Bilancio dei risultati delle attività delle fiamme gialle dal 2014 ad oggi che, tra le altre cose, hanno permesso di denunciare 395 responsabili di frodi e reati fiscali, scoprire 417 evasori totali e sequestrare beni per 15 milioni di euro

Il comando provinciale della guardia di finanza

E’ uno dei terreni nel quale è più incisiva l’azione della guardia di finanza, quella della lotta all’evasione fiscale. 

Un'azione quella delle fiamme gialle del comando provinciale di Latona condotta, “secondo l’approccio trasversale tipico, in grado di colpire in modo unitario tutti gli aspetti di illegalità connessi alle violazioni tributarie attraverso verifiche e controlli, indagini, analisi di rischio e controllo del territorio per far emergere anche i responsabili di altre forme di illeciti tributari”. 

Un bilancio è stato stilato dal comando provinciale che ha reso noti i risultati dell’attività posta in essere dal 2014 che ha consentito di:

- denunciare 395 responsabili di frodi e reati fiscali, di cui il 67% nel nord della provincia e il 33% nel sud pontino, "principalmente per aver utilizzato o emesso fatture false (36 
violazioni), per non aver versato l’IVA ( 9 violazioni), per aver omesso di presentare la dichiarazione dei redditi (155 violazioni), per aver presentato la dichiarazione dei redditi fraudolenta/infedele (113 violazioni) o per aver distrutto/occultato la contabilità (99 violazioni)"; 
- scoprire 417 evasori totali, che hanno occultato redditi al fisco per circa 500 milioni di euro, scovati per il 53% nel sud pontino e 47% nel nord, attraverso le indagini 
finanziarie e bancarie. Rispetto al triennio precedente vi è stato un recupero di base imponibile soggetta a tassazione pari al 16% in più; 
- sequestrare in via equivalente, ai sensi dell’art.1 comma 143 della Legge 244/2007, beni per circa 15 milioni euro, con un aumento rispetto al triennio 2011/2013 del 60%; 
- scoprire 4 casi di evasione fiscale internazionale, riconducibili a "fenomeni di fittizie transazioni commerciali intercorsi tra società estere e società italiana, per un valore complessivo di 50 milioni di euro"; 
- scoprire 94 datori di lavoro che hanno impiegato 1.167 lavoratori in “nero/irregolari”. "Sono state rilevate - spiegano dal comando provinciale della guardia di finanza - violazioni nelle attività di servizi di pulizia, autolavaggi, costruzioni, barberie, studi medici, sale giochi, coltivazioni ortaggi e fiori, alberghi, trasporto merci e abbigliamento, imprese situate per il 45% nel sud pontino e per il 55% nel nord”. 

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