Gaeta, la polizia a scuola in occasione del "Safer internet day" contro il bullismo

L'incontro si è svolto questa mattina presso l’Istituto Comprensivo Principe Amedeo

In concomitanza con il Safer Internet Day (Giornata per l’internet sicura), anche quest’anno, si è tenuta la giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo “Un Nodo Blu - le scuole unite contro il bullismo”. Per l’occasione personale della Questura di Latina, con il commissariato di Gaeta e il dirigente l’Istituto Comprensivo Principe Amedeo Maria Angela Rispoli hanno organizzato un evento informativo destinato agli alunni delle classi III della scuola secondaria di primo grado, curato da poliziotti appositamente formati.

L'obiettivo della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Miur e delle istituzioni partner, come la Polizia di Stato, è ormai noto: insegnare ai ragazzi a sfruttare le potenzialità comunicative del web e delle community online senza correre rischi connessi al cyberbullismo, alla violazione della privacy, al caricamento di contenuti inappropriati, alla violazione del copyright e all’adozione di comportamenti scorretti o pericolosi per sé o per gli altri, stimolando i ragazzi a costruire allo stesso tempo relazioni positive e significative con i propri coetanei anche nella sfera virtuale.        

Per questo motivo la giornata per l’internet sicura è diventata l'occasione giusta per parlare confrontarsi, discutere ed approfondire dubbi e conoscenze che possano aiutare i cittadini ad educarsi all'uso consapevole di internet e degli strumenti digitali, in particolare gli alunni, ma anche le famiglie e gli stessi insegnanti, primo e principale punto di riferimento in occasione di situazioni problematiche in cui ci si può imbattere con comportamenti non adeguatamente ponderati. L’adulto dell’era “analogica” dovrà confrontarsi con il giovane “digitale” in un interscambio continuo di esperienze finalizzate all’uso del web in tutta sicurezza. Il messaggio nuovamente sottolineato, è l’importanza dell’affrontare le difficoltà da parte dei minori attraverso l’interazione con gli adulti, che siano i professori, i parenti o direttamente le istituzioni come la Polizia di Stato, perché da soli non è possibile risolvere, perché da soli non è facile vincere il senso di pudore o la paura di gesti e conseguenze potenzialmente irreparabili.

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