Gaeta, truffe con le case per le vacanze: ecco come raggiravano ignari turisti

Cinque le persone denunciate dalla polizia. Messo in piedi un giro di affari di 40mila euro. Proseguono le indagini per capire se esiste un collegamento tra gli indagati

Truffe con le case vacanze a Gaeta: gli uomini del locale Commissariato hanno denunciato cinque persone, tutte note alle forze dell’ordine. Si tratta di un 26enne e un 28enne originari della provincia di Napoli e di 39enne salernitano, insieme a due persone di 57 e 59 anni rispettivamente originari di Genova e Verona. Sono ritenuti responsabili di truffe aggravate in danno di ignari turisti, interessati a trascorrere un periodo di vacanze nella Riviera d’Ulisse durante la scorsa estate

Il modus operandi

Mettendo insieme oltre dieci denunce presentate al Commissariato di Gaeta fra il giugno e l’agosto 2018, gli investigatori hanno analizzato modus operandi e modalità per mettere a segno la truffa estiva. 

L’affitto della casa vacanza veniva pubblicizzato esclusivamente su noti siti internet con tanto di fotografie, indirizzo, illustrazione dei vani ed elenco dei servizi annessi. Per rendere più appetibile e verosimile l’inserzione, spesso erano indicate anche informazioni utili relative al comprensorio, quali località d’interesse storico, paesaggistico, turistico. Anche il costo dell’affitto corrispondeva ai prezzi di mercato, semmai con un piccolo sconto in caso l’acconto versato fosse più cospicuo del minimo richiesto. 

Una volta raggiunto l’accordo, quindi, l’interessato ricaricava una Postepay con la somma pattuita per bloccare l'abitazione fornendone conferma all’inserzionista telefonicamente, o via e-mail. Da quel momento l’inserzionista si rendeva irreperibile. Solo a volte restava in contatto con l’interessato, in modo da aggiudicarsi ulteriori somme, ciò fino al giorno in cui doveva essere occupato l’immobile, momento in cui il turista si rendeva contro di essere stato vittima di una truffa. 

Talvolta, era lo stesso proprietario dell’immobile affittato “a sua insaputa” ad accompagnare i malcapitati in Commissariato per la denuncia offrendosi anche di fornire aiuto a trovare una sistemazione alternativa.

Un giro d’affari da 40mila euro

Il giro d’affari scoperto durante le indagini sfiora i 40mila euro fra le caparre pagate dai denuncianti più le somme illecitamente percepite in danno di altre persone per affitti inesistenti anche in zone d’Italia diverse. Per questo motivo l’attività investigativa ha richiesto l’ausilio delle Questure di Verona, Bologna, Napoli e Reggio Emilia, al fine di verificare la posizione di decine di persone coinvolte in maniera attiva, a vario titolo, ovvero semplici prestanome, nonché l’eventuale collegamento fra gli indagati, che, allo stato, non è venuto alla luce.

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