Monumento ai Caduti imbrattato a Latina, la dura condanna dell’Anpi

L’intervento della sede locale dell’Associazione Associazione Nazionale Partigiani d’Italia che invita le autorità a organizzare una cerimonia per confermare non solo la vicinanza al valore simbolico del Monumento ma anche per “isolare anche culturalmente gli ignoti autori del vandalismo”

(fonte foto: Facebook)

“Siamo profondamente convinti che le scritte fatte hanno non solo deturpato la bellezza e la fierezza intima del monumento ma soprattutto hanno ferito il senso comune dei sinceri democratici e voluto colpire il valore simbolico del monumento stesso per noi cittadini tutti”. Anche la sezione di Latina dell’Anpi è intervenuta, con una nota a firma del presidente Giancarlo Luciani, dopo che nei giorni scorsi alcui vandali hanno imbartatto con della vernice spray il Monumento ai Caduti di tutte le guerre all’interno del parco comunale Falcone Borsellino.

Un gesto fortemente condannato dalla sede locale dell’Associazione Associazione Nazionale Partigiani d’Italia che ha invitato anche le autorità civili e politiche del territorio ad organizzare una cerimonia, che veda protagonisti soprattutto gli studenti, per “confermare formalmente ed ufficialmente sia la vicinanza di tutti noi al valore simbolico dello stesso ed isolare anche culturalmente gli ignoti autori del vandalismo”.

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La nota integrale dell’ampi di Latina 

Apprendiamo dagli organi di informazione locale dell’atto vandalico messo in atto al Monumento ai Caduti ubicato all’interno del Parco Comunale Falcone e Borsellino.  
Il Monumento al centro del nostro Parco Comunale ha un alto valore simbolico per la città, per le istituzioni civili, militari e politiche e per la cittadinanza tutta.
Rappresenta per tutti noi cittadini e istituzioni il simbolo della democrazia e dell’unità nazionale tutto l’anno da sempre.
Tutte le cerimonie di valore morale e simbolico fondamentali ruotano attorno a questo nostro monumento.
E tutta la città, con sincerità, lo caratterizza ed è affezionata al Monumento per le motivazioni di cui sopra.
Le mani ignote che lo hanno vandalizzato con le scritte vigliacche con la vernice nera spray hanno fatto una cattiveria a tutti noi che crediamo nella libertà della democrazia e nel confronto tra le componenti di tutta la società.
Siamo profondamente convinti che le scritte fatte hanno non solo deturpato la bellezza e la fierezza intima del monumento ma soprattutto hanno ferito il senso comune dei sinceri democratici e voluto colpire il valore simbolico del monumento stesso per noi cittadini tutti.
Siamo intimamente convinti che la matrice che potrebbe trasparire ad una prima analisi delle scritte blasfeme nulla abbia a che fare con le convinzioni dei vandali che hanno operato questo gesto esecrabile proprio per fuorviare la denuncia della perfidia del loro gesto.
Chi ha operato questa nefandezza non può essere minimamente accostato a quanto da loro scritto perché i partigiani hanno lottato, versato sangue e vita per la libertà e la democrazia del nostro Paese.
Quindi gli ignoti autori di questa vigliaccheria sono stati doppiamente cattivi: in primis per l’offesa del gesto in se ed inoltre cercando di sbandierare convinzioni ed pratiche che sono e rimarranno al di fuori della loro pochezza culturale ed ideologica.
Come Anpi quindi confermiamo la condanna della pochezza dell’operato di chi lo messo in atto ma vorremmo suggerire alle autorità del territorio civili e politiche di fare un gesto comune di valore ideale.
In breve tempo concordare una cerimonia, un gesto corale presso il Monumento violentato con l’apertura alla cittadinanza tutta in special modo agli studenti delle scuole superiori del territorio per confermare formalmente ed ufficialmente sia la vicinanza di tutti noi al valore simbolico dello stesso ed isolare anche culturalmente gli ignoti autori del vandalismo. 
Perché, e come Anpi, ne siamo profondamente convinti, se non riusciamo a trasmettere i valori della democrazia e i valori della Repubblica fondata sulla Costituzione alle giovani generazioni che saranno la classe dirigente del domani nel nostro Paese  potremmo anche andare verso forme di confronto che di democratico non hanno nulla
".   
 

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