Cori: inaugurato "Largo Luciano Sneider". Scoperta anche una targa in suo onore

La cerimonia sabato 27 febbraio. L'area prescelta per l'intitolazione ufficiale al compianto concittadino, a 15 anni dalla sua morte, si trova nei pressi di piazza Signina-via del Soccorso quasi di fronte alla sua cas

Inaugurato a Cori il 'Largo Luciano Sneider'. La cerimoni a cui hanno preso parte il sindaco Tommaso Conti e molti consiglieri comunali di maggioranza ed opposizione, dell'attuale legislatura e delle passate consiliature, l'onorevole Claudio Moscardelli, i familiari di Sneider e tantissimi amici e conoscenti, si è tenuta sabato 27 febbraio.

L'area pubblica prescelta per l'intitolazione ufficiale al compianto concittadino, a 15 anni dalla sua morte, si trova nei pressi di piazza Signina-via del Soccorso, dove c'è il fontanile, quasi di fronte alla sua casa, una zona che Luciano frequentava abitualmente dopo il lavoro nella vicina azienda olearia di famiglia.

Una piccola cerimonia, quella di sabato, organizzata dall'amministrazione comunale per unanime volontà espressa dal Consiglio comunale dopo la scomparsa di Luciano Sneider, avvenuta il 3 Febbraio 2001. Scoperta anche la targa che porta il suo nome, benedetta da Don Ottaviano Maurizi.

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Luciano Sneider infatti è una figura ancor oggi popolare nella comunità, per l'impegno profuso in vari campi, in particolare nella politica e nella promozione dello sport nel mondo giovanile. Negli anni Settanta e Ottanta fu Consigliere Comunale nelle fila della Democrazia Cristiana, di cui fu segretario cittadino. Sempre vicino alle posizioni della sinistra del partito. Un politico rispettato anche dagli avversari, perché aperto e non fazioso, sempre pronto all'ascolto e al dialogo. Dopo la D.C. aderì al Partito Popolare.

Per decenni Luciano Sneider fu presidente della locale squadra di calcio, contribuendo anche ad altre iniziative sul territorio. Un uomo conosciuto ed apprezzato dalla gente. In pieno boom economico, si spese indistintamente e senza chiedere mai nulla in cambio nei confronti di tanti coresi, che grazie alla sua rete di conoscenze riuscirono ad entrare nelle fabbriche nascenti in terra pontina.

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