“Infiltrazioni criminali sempre più massicce nella provincia pontina”

All'avvio dell'anno giudiziario anche il presidente della Corte d'Appello di Roma, Giorgio Santacroce, sottolinea l'escalation malavitosa. I dati della giustizia a Latina e provincia

Un bilancio che non sorprende, ma che dà conferme al preoccupante quadro già disegnato dalle continue operazioni portate avanti dalle forze delle ordine e confermato dai provvedimenti della macchina giudiziaria. La relazione della Corte d’Appello di Roma sulla criminalità nel Lazio, presentata ieri dal presidente Giorgio Santacroce all’inaugurazione dell’anno giudiziario, non lasci dubbi sullo stato d’avanzamento della presenza malavitosa nella provincia pontina.

A proposito dell’escalation di episodi di cronaca nera registrati nel 2011 a Latina e provincia, nella sua relazione Santacroce parla di “scontri di inaudita violenza, che hanno riguardato personaggi appartenenti alla criminalità storica del territorio”. Storica e non solo, se lo stesso presidente della Corte d’appello riconosce “i segnali sempre più massicci di organizzazioni criminali di stampo camorristico, anche con diversi efferati omicidi nell’ambito della malavita locale”.

Così la mano della malavita, già presente da decenni nella provincia pontina con esponenti dei clan Bardellino e Moccia, negli ultimi anni s’è allungata con le pressioni esercitate dalla ‘ndrangheta sull’attività del mercato ortifrutticolo di Fondi attraverso il clan Tripodo-Romeo, legato alla cosca Bellocco-Pesce.

La relazione di Santacroce e del procuratore generale presso la Corte d’Appello di Roma, Luigi Ciampoli, ha offerto anche interessanti dati sulla criminalità a Latina e sull’attività giudiziaria. Crescono gli omicidi e i tentati omicidi (dai 44 del 2010 ai 68 dello scorso anno), le rapine (da 315 a 506) e i sequestri di persona (da 5 a 7). Avanzano anche la corruzione nella pubblica amministrazione (346 nuovi procedimenti avviati) e le violazioni alle norme edilizie e urbanistiche (salite da 1117 a 1643).

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Preoccupa, infine, la carenza d’organico presso i tribunali di Latina e Gaeta, dove resta alta la mole di lavoro: 36804 i procedimenti civili pendenti presso il foro del capoluogo pontino (circa mille in meno rispetto a un anno fa), mentre sono 5250 quelli attivi nel palazzo di giustizia della città del Golfo. E restano altissimi i tempi per la conclusione dei processi.

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