Incendio a Pomezia, nuovi focolai nel sito di stoccaggio rifiuti. In campo anche l’Ona

Nuovi focolai nella serata di sabato 6 maggio hanno ridato vita alle fiamme nel sito della Eco X interessata il giorno prima da un devastante incendio. Intanto scende in campo anche l'Osservatorio Nazionale Amianto con un'unità di crisi

Ancora fiamme all’interno del sito di stoccaggio rifiuti di Pomezia interessato da un devastante incendio nella giornata di venerdì 5 maggio. 

Nella serata di ieri, sabato 6 maggio, come si legge su RomaToday, nuovi focolai hanno ridato vita alle fiamme, ben visibili dalla strada, nell’azienda Eco X. Ancora ansia e preoccupazione, dunque, per i cittadini delle zone circostanti, come anche della parte nord della provincia pontina, messi in allarme anche dalla notizia del rischio amianto. 

OSSERVATORIO NAZIONALE AMIANTO - In seguito all’incendio è intervenuto anche l’Osservatorio Nazionale Amianto, associazione che rappresenta e tutela le vittime e dei familiari esposti ad amianto. “Se dovesse essere confermata la presenza di materiali in amianto, specialmente nelle coperture, sui capannoni, i danni sarebbero irreversibili”, commenta l’Ona sceso in campo costituendo un’unità di crisi, con medici, tecnici ed esperti per supportare qualsiasi richiesta che giungesse dalle popolazioni interessate. “Tutti i cittadini potranno contattare l’associazione all’indirizzo e-mail osservatorioamianto@gmail.com e la coordinatrice nazionale Sig.ra Antonella Franchi al n. 328/4648451 e il Sig. Antonio Dal Cin al n. 0773/511463” si legge nella nota. 

“Nel comunicato stampa diffuso dalla ASL - prosegue l’Ona -, si legge infatti che è ‘possibile la presenza di coperture in cemento amianto sui capannoni dell’impianto’. Spetterà ora all’Arpa Lazio estendere le attività di campionamento ambientale, al fine di determinare l’eventuale presenza di fibre aerodisperse; contestualmente è stato contattato il Centro Regionale Amianto della Asl VT per concordare l’analisi dei campioni ed eventuali ulteriori accertamenti da effettuare”.

“Riteniamo che un impianto di deposito di plastiche, carta e altri materiali riciclati andati a fuoco possano provocare dei danni ambientali di ampie proporzioni – afferma il presidente dell’Ona avv. Ezio Bonanni – e se dovesse essere confermata la presenza di materiali in amianto, specialmente nelle coperture dei capannoni, i danni sarebbero irreversibili con miliardi di fibre che hanno ormai contaminato tutto il territorio. Per tali motivi chiediamo le ragioni per le quali gli impianti ad alto rischio non abbiano ricevuto dalla Asl, e dalle altre autorità, le doverose disposizioni di rimuovere questi materiali a rischio, in particolare quelli di amianto. Inoltre – aggiunge ancora Bonanni - chiediamo che la Magistratura faccia piena luce sulla vicenda. Riteniamo l’incendio della Eco X rappresenti un vero e proprio disastro ambientale, le cui conseguenze, specialmente in riferimento al rischio amianto, si cominceranno ad avvertire soltanto nei prossimi decenni”.

LE ANALISI DELL'ARPA LAZIO 

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