Attentato incendiario per un abuso edilizio, Maria Grazia Ciolfi: "Ora si lavori per la legalità"

Il commento della vittima dopo l'arresto del mandante e dell'esecutore dell'incendio dell'auto avvenuto lo scorso settembre

"Io e la mia famiglia desideriamo sopra ogni cosa ringraziare gli investigatori della sezione operativa della compagnia carabinieri di Latina comandati dal maggiore Carlo Maria Segreto e la Procura di Latina per l'eccellente lavoro svolto nell'ambito dell'indagine riguardante l'attentato incendiario subito lo scorso settembre". La consigliera di Lbc Maria Grazia Ciolfi comincia con i ringraziamenti rivolti a chi ha svolto le indagini sull'intimidazione di cui è stata vittima nei mesi scorsi, quando l'auto del marito è stata bruciata nel giardino di casa. L'attività investigativa si è infatti conclusa con l'arresto del mandante e dell'esecutore materiale dell'incendio, rispettivamente il proprietario di un lotto di terreno della marina su cui era stata realizzata un'opera abusiva e un uomo di Velletri.

"Grazie all'operato degli investigatori, determinato e puntuale . ha aggiunto la consigliera Ciolfi - non ci siamo sentiti abbandonati un solo istante, dallo scorso 11 settembre, quando siamo stati svegliati nella notte, dal rogo della nostra auto data alle fiamme nel giardino della nostra abitazione ed è grazie al loro lavoro, svolto con determinazione e competenza, ed al supporto ed alla vicinanza dei nostri cari, parenti ed amici, che siamo riusciti ad affrontare uno dei momenti più difficili della nostra vita familiare, non è passato un solo giorno in cui non ci siamo interrogati su chi e perché potesse volere sferrare un attacco cosi violento alla nostra famiglia. Abbiamo vissuto con il timore che fuori dalla nostra casa ci fosse qualcuno pronto a violare la tranquillità delle nostre vite". La gravità dell'atto aveva forse indotto l'opinione pubblica a ipotizzare che l'accaduto non avesse una matrice politica e che non avesse a che fare con gli incarichi ricoperti dalla consigliera, delegata alla marina di Latina. Eppure le indagini hanno messo in luce che l'intimidazione era proprio legata a un'ispezione su un abuso edilizio, che il mandante riteneva sollecitato dalla stessa consigliera. "Un risultato per noi importantissimo - spiega ancora Ciolfi - perchè non conoscere chi e perché aveva voluto colpire la nostra famiglia sarebbe stato quasi più devastante della stessa violenza subita. Da quanto emerso dalle indagini si è trattato di un grave atto intimidatorio o ritorsivo, determinato dall’aver svolto con coscienza la mia azione politica e di controllo sul territorio, dall’aver messo a disposizione del bene comune la mia attività politica e dall’aver assolto con senso di responsabilità il ruolo di consigliera comunale e rappresentante dei cittadini. Ho condiviso il silenzio tenuto fino ad oggi dalle istituzioni nel rispetto delle indagini in corso, ma ora auspico una presa di posizione netta rispetto a quanto accaduto con la costituzione di un fronte comune da parte della politica tutta, che adotti azioni concrete di controllo e contrasto ad ogni forma di illegalità, in particolare in un territorio così complesso come quello della marina di Latina, solo cosi libereremo davvero la città da quel velo di omertà e di volontà di mantenere lo status quo che danneggia dal profondo la nostra comunità. Agire con legalità è un normale presupposto di tutti coloro che si propongono come rappresentanti politici dei cittadini, ma per realizzare un reale cambiamento  è necessario lavorare concretamente per il ripristino della legalità sovvertita da anni di azioni scomposte, lavorare sul campo per il rispetto delle regole e dei diritti, soprattutto nei luoghi soggetti a degrado o semplicemente nei luoghi più lontani dai riflettori del centro città, combattere abitudini sbagliate ma consolidate, questo è il mio obiettivo primario e solo quando l’avrò raggiunto potrò essere soddisfatta di aver compiuto il mio dovere e rispettato in pieno la missione del mio mandato". 

Intervengono sul caso anche i consiglieri di Lbc: "Siamo sollevati nell’apprendere che l'indagine sull’attentato incendiario subìto lo scorso settembre dalla nostra collega di maggioranza, la consigliera Maria Grazia Ciolfi, abbia portato a misure cautelari a carico dei presunti responsabili. Quando si riveste un incarico pubblico, in particolare con poteri di governo, si è inevitabilmente esposti: non solo al giudizio delle persone, che è legittimo e quando critico in maniera costruttiva, sempre funzionale a migliorare il proprio lavoro per la comunità; ma si è purtroppo anche più esposti nei confronti della criminalità, organizzata e non”.  “Non è la prima volta - aggiunge il gruppo consiliare - che arrivano “avvertimenti” al nostro indirizzo. Il lavoro delle forze dell'ordine, in questo senso, ci aiuta a sentirci protetti e li ringraziamo per aver fatto luce su quanto accaduto alla consigliera Ciolfi. Alla nostra collega, che lavora da sempre in prima linea e con grande impegno per il mandato sulla marina conferitole dal sindaco, esprimiamo tutta la nostra vicinanza e il nostro sostegno” . 

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Solidarietà alla consigliera Ciolfi arriva anche dal movimento di Latina Bene Comune: “Quando si lavora nell’esclusivo interesse della collettività, agendo nella legalità, può capitare di diventare scomodi e dare fastidio e, se quanto emerso dalle indagini fosse confermato, dimostrerebbe ancor di più la gravità di una azione già deprecabile in sé. Il nostro apprezzamento va all’Arma dei carabinieri, per la grande professionalità e l’impegno profuso in difesa di questa comunità. Restiamo vicini alla consigliera e a questa amministrazione comunale. La strada della legalità è ardua, ma è l’unica percorribile se vogliamo cambiare e far crescere questa città”.

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