Compravendita della neonata a Latina, in aula parlano gli investigatori

Al via il processo all'uomo accusato di avere fatto da intermediario tra la madre naturale e la donna che voleva acquistare la bimba

Ha preso il via questa mattina davanti al Tribunale di Latina la fase dibattimentale del processo a Youssef Berrazzouk, l’uomo di nazionalità marocchina arrestato ad aprile 2017 in quanto accusato di avere fatto da intermediario nella compravendita di una neonata.

Sul banco degli imputati, assistito dagli avvocati Francesco Vasaturo e Emanuele Farelli, è rimasto soltanto lui visto che le altri due persone coinvolte, la donna che doveva acquistare la bambina e la vera madre della piccola, hanno scelto di patteggiare la pena. La bambina era stata venduta per 20mila euro e a fare da intermediario sarebbe stato proprio Youssef il quale messo in contatto la madre naturale con la donna di Borgo Podgora intenzionata alla neonata. Lo straniero avrebbe inoltre cercato di farsi rilasciare con la complicità delle due donne un atto di nascita mediante false attestazioni: l’acquirente aveva in effetti dichiarato agli addetti dell’anagrafe che la bimba era sua ma alla fine l’accordo non era andato in porto perché la bambina era stata restituita al padre anche perché mulatta.

A far partire le indagini una segnalazione inviata in Procura da un funzionario dello stato civile del Comune di Latina, insospettito da una richiesta di una donna che voleva sapere come poter registrare all’anagrafe una neonata nata in casa e che poi non aveva più provveduto ad effettuare la registrazione.

Questa mattina in aula sono stati ascoltati gli agenti della Questura che hanno condotto le indagini, poi il processo è stato rinviato al 16 dicembre prossimo per ascoltare gli altri testi dell’accusa.  

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